Premiato il progetto “Magie di Farina”

Nel concorso migliore idea imprenditoriale, promosso dalla Cna di Ancona, la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche ha premiato l’Istituto Panzini di Senigallia. Il progetto chiamato Magie di farina è frutto dell’impegno, del lavoro e della costanza della classe 5^ C dell’Istituto alberghiero Panzini, coordinata dalla professoressa Patrizia Cirilli. Un premio di 1250 euro per gli studenti e un pc portatile per la docente.
La start up consiste nella realizzazione di un panificio che sforni sia prodotti tradizionali e tipici, sia prodotti senza glutine per consumatori celiaci. Il panificio offre un vasto assortimento di pane, prodotti da forno e di pasticceria e una vasta scelta di pizza con o senza glutine. Il valore aggiunto è permettere alle persone che non soffrono di intolleranze e ai celiaci di consumare, nello stesso posto, lo stesso tipo di prodotto.

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Flowery letters

Le lettere dell’alfabeto vestite con elementi floreali multicolori
espressione di un visual fresco e divertente per costruire emozionali esperienze visive.
È il turno della E del Garamond.

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E/Garamond
È, tra i caratteri in uso, quello che si rifà al modello più antico, l’archetipo sviluppatosi
nel grande laboratorio della stampa, tra la fine del quattrocento e la prima metà
del cinquecento, disegnato scrivendo con una penna non troppo grossa tenuta
ad un’angolazione di circa 30°, di qui la forma triangolare delle grazie e la netta inclinazione dei diametri dei caratteri tondi. Fra i molti stampatori del tempo spicca Claude Garamond, forse il più famoso incisore francese di caratteri mobili.
Creò il grec du Roi (greco del re), cioè il carattere greco con cui erano pubblicate
le edizioni dei classici dedicati al re di Francia. Nel 1545 realizzò il Garamond,
un carattere “romano” la cui qualità fu riconosciuta nell’intera Europa
e che contribuì a soppiantare rapidamente i caratteri gotici usati all’epoca.
Il maiuscolo di questo carattere riprende il modello diretto della capitalis romana,
il carattere che rappresentava nella scrittura il potere dell’impero,
mentre per il minuscolo si rifà alla scrittura umanistica neocarolingia.
Alcune particolarità di questo carattere sono le maiuscole più basse delle ascendenti,
il tratto alto orizzontale della lettera, l’asimmetria delle grazie superiori della T, l’occhio della P aperto, la spigolosità del raccordo tra i due occhi della g.
Il Garamond è uno dei caratteri più usati nell’editoria. È il carattere ufficialmente adottato per tutta la corrispondenza elaborata del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
Un carattere simile al Garamond fu usato anche per stampare le cifre delle targhe
automobilistiche italiane fino al 1967.

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Lorenzo Vargas – L’eroe delle ere

Parte 2 di 4

La musica di centinaia di ossa inondava la sala, in una musica ributtante e misteriosa.
Le sale del Palazzo d’Inferno, antica dimora diroccata di Morgoth, signore del Male, rilucevano di un bagliore violaceo.
Antichi riti erano stati innescati dalla sua recente dipartita, per mano dell’eroe Haddo.
Ma allora il suo nome era Mogul e le sue vesti diverse.
Il vortice di ossa divenne piano un turbinìo di polveri, un ululare antico che prese forma nella figura del primo uomo che aveva abbandonato il Bene per cercare la Vita in modo diverso. Il Male primigenio che aveva cambiato ogni èra il proprio volto.
Contro di lui, centinaia di eroi erano periti e sotto altre centinaia era stato sconfitto.
Ma il Male, che ha più armi e meno fardelli del proprio candido avversario, ha sempre qualche asso nella manica. Il Negromante sorrise, pensando a quante reincarnazioni erano passate dall’ultima volta che aveva calcato le fredde pietre nere di quel castello.
Guardava gli stendardi ingrigiti e sorrideva, nei suoi denti appuntiti ed occhi di pece.
Era passato abbastanza tempo perché il mondo dimenticasse.
Poteva tornare ad essere Morgoth.
Mentre il suo nuovo corpo si ricongiungeva e tutto ciò che c’era di buio e strisciante
nel creato veniva a rendere omaggio alla sacrilega nascita, il signore del Male uscì
dal suo corpo in un sospiro ed osservò le tetre paludi che circondavano il suo dominio.
Il fetore era insopportabile appena vicino la finestra della sala del trono, ma Morgoth
ne fu deliziato. Nessuno comprendeva l’infinita bellezza di quella visione.
Tutti vedevano morte nei rami contorti e nella strisciante fauna di palude.
Lui vi vedeva potenzialità.
Del resto era vecchio come il Tempo e ricordava che la giovinezza del mondo era stata esattamente quella: marcescenza, putrido ribollire, uno sgradevole concime
che è sempre il taciuto prezzo della bellezza.
Quando il suo nome era ancora Mogul era stato sconfitto dall’eroe Haddo. Prima di ciò
si era goduto decadi e decadi di guerra e terrore. Se le era guadagnate con la morte dell’eroe Hildebrandt e Paerseus e Connor.
Che vita fruttuosa era stata quella di Mogul.
Ma quanto sarebbe potuta durare?
Ricordava, prima di Mogul, di essere stato Belial ed Helel e Kraddagh. Di aver patito
ed inflitto la sconfitta nell’arco di infiniti eoni.
Gli eroi erano sempre giovani.
Rispetto al signore del Male, anche nella loro vecchiaia non erano che poppanti.
Il sacro fuoco li accendeva, erano pieni di speranza, non potevano sapere.
Invece l’ombra nera, che ora si chiamava Morgoth, era vecchia come il Primo Divieto
e sapeva che la speranza può essere uno svago, ma nulla sarebbe sopravvissuto
per più di un paio di secoli. Nemmeno la morte.
Sentì che in basso il corpo era pronto e vi ritornò, abbandonandosi al rigido abbraccio di una carne antica e maledetta. Di fronte a lui si era già raccolta una coorte di bava
e zanne ed occhi di fuoco ed artigli scintillanti. In mezzo a loro spiccava una creaturina piccola e deforme, vecchia come il peccato, fornita di due piccole ali scarne ed inutili.

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Lorenzo Vargas. 23 anni, autore esordiente con Bompiani, finalista a Masterpiece, studente di legge (ma è più un hobby) ed ukulelista a tempo perso. Vive nelle Marche
e fa del suo meglio per peggiorare ogni giorno la scena letteraria italiana.

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Nicola Montanari . Incisioni

Nicola Montanari si è formato fin da giovane alla Scuola Grafica di Urbino, anche se il suo primo maestro è stato Mainini di Macerata.

Oggi tutto ciò è solo un piacevole ricordo perché il suo stile personale è identificabile nella cospicua produzione e, in particolare, in quella degli ultimi tre anni nei quali ha focalizzato attenzione e produzione di ben oltre 80 zinchi, tutti di notevole dimensione.

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I paeaggi di Nicola Montanari sono familiari, quelli marchigiani, che vivono intorno a noi ogni giorno, le città che calpestiamo ogni giorno, i fiori che ammiriamo ogni giorno, eppure nuovissimi: alberi e ancora alberi, case isolate, balconcini in ferro battuto, mezze lune, pali della luce, un cancello prima chiuso e poi socchiuso, i contorni, come disegnati dalla mano di un bambino, sono commoventi, il volto delle case modificato ci meraviglia.

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Le panchine e le finestre sono deserte, non c’è essere umano o animale ad inquinare con un pur minimo movimento o scarto, tutto parla di effimera eppur statica bellezza: ‘nessun passo su tanto candore, nessuna orma ignota’.

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Crucifixus – Giorgio Bertelli

di Giorgio Bertelli
tratto da nostro lunedì
n° 2 forme – prima serie

“a to manu”

a to manu
senza ca a vidu
è nniura e
pprecisa comu a
notti.

Nunn’arrusbigghiari
mai.
“La tua mano
senza che io la veda
è nera e
precisa come la
notte.

Non svegliarla
mai.”

Salvo Basso
Scordia 13 marzo 1998

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A Sensorial body con Simona Lisi

Dalla profondità delle ossa all’azione spaziale

Il 21 Giugno si terrà dalle ore 16.00 alle ore 21.00
Presso la sala Studio Pilates-Palascherma-Via Monte Pelago,10 Pietralacrece (AN)
worshop intensivo  di movimento sensoriale con l’attrice e danzatrice Simona Lisi

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Di cosa si tratta?
Di un laboratorio pratico/teorico intensivo in cui si studiano diverse tecniche corporee
ad approccio somatico e finalità espressiva. Gli allievi vengono accompagnati
in un percorso di scoperta del proprio corpo a partire dalla componente sensoriale, esercitandone non solo l’aspetto fisico ma anche la sua realtà espressiva e sensitiva.

Come?
In questo workshop faremo esperienza di come le ossa sono strutture vive e pulsanti
e come informano il nostro movimento attraverso la percezione corporea, trasferendosi nell’azione e nel suono. Dopo una fase di riscaldamento che parte dalla terra, con l’utilizzo del suono come partner sensibile di appoggio e riscaldamento, entreremo nella parte più fisica del lavoro dove impareremo a conoscere meglio il nostro apparato scheletrico.
Per poi abbandonarci alla fase più creativa e di rilascio emozionale nella fase finale.

Perché?
Per sviluppare una coscienza corporea più profonda e un diverso approccio allo spazio
e all’altro. Il workshop mira a unire quel divario che spesso esiste tra corpo e coscienza che spesso ci causa problematiche di identità o semplice disagio fisico.
Ma anche un modo altro di allenare il corpo, senza pensare troppo alla forma
ma più alla funzione.

Con chi?
Simona Lisi è interprete e autrice per il cinema, la danza e il teatro. Ha lavorato
con molto registi e coreografi contemporanei (tra cui Paolo Sorrentino, Cristina Comencini, Marco Bellocchio, Micha Van Hoecke , Adriana Borriello), utilizzando il corpo e la voce come mezzi espressivi privilegiati. E’ autrice di suoi spettacoli e opere video dove unisce
il lavoro di movimento, alla parola e il canto. E’ docente di tecniche e teoria della danza contemporanea, training attoriale e movimento somatico secondo l’approccio
del Bodymind Centering. Ricercatrice indipendente di estetica della corporeità, ha fondato l’ Associazione culturale Ventottozerosei con cui dirige il festival Cinematica e organizza “Le parole della filosofia” ad Ancona. Attualmente risiede
a Napoli dove dirige il Festival di danza “A piedi nudi nel parco”.

Showreel Simona Lisi

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Associazione Culturale Ventottozerosei
Ancona/Napoli
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Adriatico Mediterraneo Festival 2014

8° edizione – sezione internazionale
Sarajevo 17 giugno 2014
Giornata della macroregione adriatico ionica

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L’8° edizione del festival internazionale adriatico inizia a Sarajevo nel segno
della Macroregione Adriatico Ionica. Diverse sono le ragioni che hanno suggerito
e favorito questa scelta. La prima è il passaggio della presidenza di turno dello IAI (iniziativa adriatico ionica) nel 2014 alla Bosnia Erzegovina, la seconda il centenario dell’assassinio di Franz Joseph avvenuta a Sarajevo il 30 giugno 1914
che ha scatenato la prima guerra mondiale e il cambio dell’assetto geopolitico
del mondo intero e infine il legame che il progetto adriatico mediterraneo continua
ad avere con la città di Sarajevo dove ha avuto inizio nel 2006 proprio con la presenza di Moni Ovadia che partecipa anche quest’anno e dove l’associazione adriatico mediterraneo ha svolto regolarmente attività in questi anni.
Quest’anno in particolare svolgere e organizzare attività in quell’area assume anche un significato simbolico e sociale.

Nelle scorse settimane la Bosnia e le aree limitrofe hanno subito un’inondazione devastante che ha causato un centinaio di morti e danni economici
e strutturali che hanno riportato la memoria alla guerra degli anni ’90. Quindi si è deciso con tutti gli attori dell’evento di dedicare alle vittime dell’alluvione e di mettere in atto una raccolta fondi. La Regione Marche è fortemente impegnata nell’azione di sostegno alla Strategia della Macroregione adriatico ionica che sarà approvata nel corso
della Presidenza italiana del Consiglio dell’UE. In tale contesto, in collaborazione
con il Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, la Regione Marche
si è attivata per la predisposizione di un programma di iniziative per la sensibilizzazione e la diffusione delle tematiche inerenti la Strategia macroregionale.
Il programma è finalizzato a rafforzare:

> la cultura della pace e del dialogo tra le comunità creando una nuova Koinè adriatica;
> la centralità delle politiche di coesione territoriale e di integrazione dell’area balcanica nell’Unione Europea;
> lo sviluppo delle politiche di cooperazione e di partenariati tra i territori dell’area adriatico ionica.

Per quanto riguarda la cultura intesa quale piattaforma indispensabile per ogni azione
di sviluppo e di crescita di un territorio che vuole oggi essere attrattivo e competitivo, la Regione Marche è da tempo impegnata nella realizzazione di un importante progetto,
coerente con gli obiettivi della Strategia macroregionale,
denominato “Adriatico Mediterraneo”.

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Internazionalizzazione Marche selezionato da ARTLAB

La giuria di ARTLAB ha selezionato i primi dieci lavori di comunicazione
per il Contest turismo 2014 assegnando a ciascuno un punteggio, secondo
questi criteri: efficace rappresentatività delle esigenze del committente, adeguatezza
al contesto in cui si trova a operare il progetto, identificazione di un linguaggio grafico specifico, respiro internazionale.

Tra i primi dieci selezionati il progetto del nostro studio
Lirici Greci – Internazionalizzazione Marche

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Ancora più nel mondo
L’internazionalizzazione del sistema economico locale diventa un motore di sviluppo per il territorio marchigiano e le imprese locali. La Regione Marche afferma
la sua presenza con questo report, dal 2007 al 2009.
L’attività della Regione Marche in materia di internazionalizzazione per favorire
la presenza su nuovi mercati e consolidare quelli già esistenti. Un forte processo
che consenta alle imprese di conquistare mercati favorendo le attività turistiche
e commerciali. La Regione ha scelto di “fare sistema” sia a livello nazionale che a livello locale, con politiche integrate per lo sviluppo turistico e commerciale a livello internazionale, concentrandosi su obiettivi comuni nell’interesse del territorio
e della crescita qualitativa delle piccole imprese.

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The internationalization process of the local economic system is the main mover
for the Marches Region and the local companies. According to this report Marches plays a prominent role, from 2007 up to 2009.

Volume di 170 pagine, formato chiuso cm 34,5 x 19, copertina e sovra copertina (cartina geografica).

Committente: Regione Marche, Servizio Internazionalizzazione,
Cultura, Turismo e Commercio
Progetto: (identità visiva, progetto grafico e impaginazione) LIRICI GRECI
Stampa: Aniballi Grafiche – Ancona
Anno: 2010

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È il turno della D del Gill sans.

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D/Gill Sans
Eric Gill fu uno scultore, incisore, artista e artigiano inglese diventato celebre
negli anni trenta del secolo scorso per aver forgiato caratteri come il Perpetua, Joanna e il Gill Sans. Quest’ ultimo trae origine dall’ insegna della libreria Cleverdon
di Bristol che Gill dipinge, nel 1926, in un carattere senza grazie simile all’antecedente carattere di Johnston. Stanley Morison, consulente della Monotype Corporation,
ne rimane colpito e chiede a Gill di disegnare per la Monotype un carattere
senza grazie, oltre al Perpetua. Nasce così il Gill Sans, la cui particolarità consiste
nell’ avere il portamento di un carattere con grazie, pur non avendone.
Per molte analogie strutturali ricorda il graziato Perpetua come la zampa della R,
le lettere a, b, e, r, t e la g dal doppio occhio classico, insolito nei senza grazie.
Ne risulta un carattere dalla sorprendente flessibilità.

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Lorenzo Vargas – L’eroe delle ere

Parte 1 di 4

Il grande eroe Haddo osservò ancora una volta le verdi pianure, visibili dalla collina
del castello del buon Re. Un mare di clorofilla, punteggiato qua e là da greggi
e piccole macchie boschive.
Avvicinando progressivamente lo sguardo poté contemplare fattorie e strade
e commerci e le porte della grande capitale del Regno.
Le sue mura di marmo bianco svettavano al cielo, inutili nel loro compito di proteggere
la città da un nemico che era stato sconfitto proprio dalle mani di Haddo.
Il grande Regno era stato riportato alla pace dopo la prostrazione della guerra
ed i casati maggiori avevano concesso la corona federale al buon Re.
Ma per quanto ancora?
Lo sguardo risalì la collina colorata dai lussureggianti giardini reali.
Tra di essi e le mura, brulicava di vita la grande capitale, che non conosceva tregua,
che ignorava la fame, che aveva bandito il sonno.
La pace di quella capitale e migliaia di altre città e villaggi era stata scolpita nelle fila
degli eserciti nemici dalla magica spada di Haddo, donatagli dalla saggia
ed antica driade del Bosco Grande.
Una spada capace di vanificare il male, di fendere le coltri della menzogna.
Una spada usata prima come arma e poi come insolito collante, per unire un regno
da sempre in guerra.Il Male era stato annientato, ma per quanto ancora?
Gli occhi erano tornati al castello e le guardie, che avevano riconosciuto Haddo,
gli correvano incontro entusiaste. Chiedevano autografi, volevano toccare la spada magica, ma l’eroe di quella e mille altre patrie, a soli quarant’anni, era stanco
e chiedeva solo di vedere il Re.
Un ultima richiesta gli era stata avanzata: guidare le truppe del Regno verso un’ultima missione, per scovare e soffocare sul nascere le ultime polveri del Male,
rimaste annidiate in ogni anfratto.
Con un ultima richiesta, avrebbe risposto.
Pregò nel suo cuore per la comprensione del Re.

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