XI

sprofonda la pioggia
sui passi dei torturatori.
I camici bianchi…a volte
si macchiano di demenza
sono il piccolo schermo
di una Italia che non vede…
ma colui che sanguina
ha la voce di una ferita
imprecisa come gli occhi
di chi pugnala
la psiche dei tramonti,
la calma ipnotica
dei lampioni…

Fernando Lena
da “La quiete dei respiri fondati

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IL MIO NOME È NESSUNO

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Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo | Regione Marche | AMAT
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche
Comuni di Ascoli Piceno, Corinaldo, Falerone, Macerata, Monte Rinaldo
Osimo, Pesaro, San Severino Marche, Urbisaglia

Si rinnova per il diciassettesimo anno consecutivo l’appuntamento estivo con il TAU / Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico che in una coniugazione funzionale e gradevole di beni e attività culturali offre l’opportunità di fruire i luoghi di interesse archeologico per la spettacolarizzazione restituendoli ad un ampio uso dall’impegno congiunto di Comuni, Regione, AMAT e Soprintendenza. L’edizione 2015 – fino al 12 agosto – presenta diciotto appuntamenti di teatro per grandi e piccini ospitati in suggestivi luoghi di grande fascino: il Teatro Romano di Ascoli Piceno, l’Area Archeologica Santa Maria in Portuno di Corinaldo, il Teatro Romano di Falerone, il Teatro Romano Helvia Recina di Macerata, l’Area Archeologica La Cuma di Monte Rinaldo, il Palazzo Comunale di Osimo, Rocca Costanza a Pesaro, le Terme Romane a San Severino Marche e l’Anfiteatro Romano di Urbisaglia.

17.07 | Pesaro Rocca Costanza

IL MIO NOME È NESSUNO
l’avventura di Ulisse – il ritorno

di e con Valerio Massimo Manfredi
e la partecipazione di Sebastiano Somma con Silvia Bilotti
regia Fabio Torrembini
musiche di Cristian Carrara

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Tratto dall’ultimo bestseller di Valerio Massimo Manfredi, Il mio nome è nessuno (Mondadori) – secondo atto della trilogia di Ulisse – lo spettacolo è una riproposizione teatrale delle pagine più suggestive dell’omonimo testo. Il viaggio di Odysseo, il suo universo brulicante di uomini, donne, imprese gloriose o sventurate sono narrati dall’autore insieme agli attori Sebastiano Somma (Ulisse), magistrale interprete dell’incalzante pathos e Silvia Bilotti (le donne di Odysseo) che coglie efficacemente la diversa espressività dei cinque personaggi femminili. Dopo aver cantato la nascita e la formazione dell’eroe e la guerra sotto le alte mura di Pergamo, Manfredi racconta il viaggio più straordinario di tutti i tempi. Ci sono voluti dieci anni ininterrotti di guerra e di sangue, di amori feroci e di odio inestinguibile, per sconfiggere i Troiani. Ora Odysseo deve rimettersi in viaggio con i suoi uomini per fare ritorno a Itaca, dove lo attendono la moglie fedele e il figlio lasciato bambino. Ma il ritorno è una nuova avventura, occorre riprendere la lotta, la sfida agli uomini, alle forze oscure della natura, al capriccioso e imperscrutabile volere degli dei. L’eroe e i suoi compagni dovranno affrontare imprese spaventose, prove sovrumane, nemici insidiosissimi (Ciclopi), incontri struggenti (Kirke, Nausicaa, Penelope), l’addio al padre Laerte. Le evocative immagini di Giulia Manfredi sullo sfondo, accompagnate da luci, colori e musica, danno ulteriore risalto alle straordinarie avventure di Odysseo, narrate da uno dei più grandi scrittori del nostro tempo.

17 luglio | ore 19.30 – Pesaro
VISITA AL MOSAICO PAVIMENTALE DELLA CATTEDRALE
a cura di Arcidiocesi di Pesaro / Beni Culturali e Artistici
posti limitati, prenotazione limitata [ 071 2075880 – 349 1941092 ]

info@liricigreci.it
www.liricigreci.it
www.nostrolunedi.it

Informazioni: AMAT 071 2072439, www.amatmarche.net.

 

 

Capsulamundi, l’albero della vita

La sepoltura in gusci organici trasformerà i vostri cari in alberi

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Grazie ad un gruppo d’italiani presto potrete dimenticare le bare grazie ad una speciale sepoltura in gusci organici che trasformerà i vostri cari in alberi. L’idea del gruppo d’italiani sostanzialmente si basa sul concetto del cerchio della vita: tornare da dove siamo venuti. Sembra proprio che tornare da dove siamo venuti sia un qualcosa che ideologicamente piace a molti di noi, a prescindere dalla nostra fede. Sembra anche piacere anche a chi la fede l’ha persa o non l’ha mai avuta. Su queste basi si fonda il nuovo metodo di sepoltura sviluppato in Italia e che in questi giorni è stato presentato. Il progetto Capsula Mundi dei designer Anna Citelli e Raoul Bretzel ha sviluppato una capsula di sepoltura organica e biodegradabile che trasformerà il corpo del nostro caro defunto in sostanze nutritive. Queste sostanze nutritive serviranno a far crescere un albero che quindi si nutrirà dai resti del defunto. Il defunto, dopo essere stato incapsulato in posizione fetale, viene sepolto e un albero viene piantato esattamente sopra alla sua capsula. Andando sul sito web degli ideatori è possibile già vedere un certo numero di alberi tra cui scegliere quello che preferiamo. Attualmente il progetto è solo un concept perché la legge italiana vieta questo tipo di sepoltura che risulta essere quindi totalmente fuori legge. Qualora in Italia fosse tuttavia permesso di procedere con la sperimentazione l’obiettivo del progetto sarebbe quello di creare interi parchi commemorativi pieni di alberi al posto delle lapidi. Gli ideatori sperano che anche altri paesi possano farsi avanti per autorizzare questa tecnica che potrebbe risultare veramente innovativa, oltre a risolvere il problema di molte città su dove seppellire i defunti per via degli spazi sempre meno disponibili. Per molti intervistati durante un sondaggio l’idea che i nostri parenti e discendenti possano visitare il nostro albero, prendersene cura e riposare sotto la sua ombra è un fattore confortante e positivo.

http://www.capsulamundi.it/contatti_eng.html

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