IN CORPORE HOMINIS

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illustrArte. Alla (ri)scoperta del segreti dell’illustrazione artistica.
Due chiacchiere con Mirco Tangherlini

Ho provato invidia per i miei coetanei a cui era permesso frequentare l’Accademia delle belle Arti. Io mi sono dovuto ‘accontentare’ dell’Istituto Superiore di Disegno Anatomico a Bologna. Ricordo ancora il primo approccio, una vertebra (vera) appoggiata sul mio banco in formica verde acqua, il test per entrare a far parte degli allievi consisteva nel realizzare la sua riproduzione a matita su cartoncino. Le cose da allora sono cambiate.

Ognuno di noi, oggi, prima di contattare il proprio medico va su internet e naviga alla ricerca di informazioni più o meno veritiere sul problema di salute che lo affligge in quel momento.

A differenza di alcuni colleghi, che mettono le loro capacità artistiche a disposizione di ospedali, università di medicina e studi di ricerca medico-scientifica, io realizzo le mie illustrazioni per un uso prevalentemente editoriale, destinandole ad un lettore “comune” che sfoglia il giornale dal parrucchiere e si spaventa facilmente di fronte ad una pancia aperta che mostra un intervento di appendicite. Il mio compito è quindi quello di creare immagini “soft”, accattivanti, che spieghino l’argomento di cui si sta parlano in modo chiaro e facilmente decodificabile da tutti.

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Per il “Corriere della Sera” sono partito da uno studio dello stile da usare per l’infografica (informazione progettata in forma grafica e visuale) e, dopo diverse prove e confronti con il direttore artistico, è stato scelto uno stile ‘sobrio’, in parte legato alla tradizione delle illustrazioni medico- scientifiche del passato, ma reso graficamente attuale. Una giornalista, Antonella Sparvoli, intervista il medico specializzato nella patologia argomento da trattare. Dall’incontro tra Antonella e il medico nasce un file word che sintetizza l’argomento e che mi viene inviato per email.

A questo punto posso realizzare una bozza preliminare sulla gabbia precedentemente concordata utilizzando immagini grezze per capire se la quantità di testo è congrua o da ridurre per dare spazio alla illustrazioni (sicuramente più belle da vedere rispetto ad un pacchetto di testo).

Realizzato il primo prototipo viene inviato sia ad Antonella che al redattore scientifico Luigi Ripamonti del Corriere con cui si valuta la proposta. Quando abbiamo iniziato a lavorare assieme su questo progetto, i “rimbalzi” e i relativi feedback ci hanno portato a realizzare anche 10/11 passaggi prima di arrivare all’immagine definitiva. Oggi, dopo quasi quattro anni, il feeling stabilito ci permette di raggiungere il risultato migliore già dopo un paio di prove.

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Qualche anno fa iniziai a ricevere email dai lettori del “Corriere della Sera” che mi chiedevano se era stata ipotizzata una raccolta delle tavole che escono ogni domenica sulla sezione Salute.

Ho preso spunto proprio da queste richieste per preparare in autonomia la stampa di un piccolo libro che le raccogliesse e ne ho inviata, come esempio, una copia a Luigi Ripamonti e a Marco Gillo, direttore artistico, per una valutazione. Da allora sono passati altri due anni, è cambiato il direttore prima e, finalmente, il marketing del Corriere ha pensato che la mia proposta era matura per essere realizzata.

A settembre è finalmente uscito, edito da Rizzoli, un volume bellissimo dal titolo Mi spieghi dottore. L’Atlante della salute del Corriere della Sera, di 300 pagine che raccoglie 150 delle mie tavole migliori affiancate all’articolo di Antonella Sparvoli che contibuisce a dare validità scientifica al lavoro, il tutto coordinato da Luigi Ripamonti. Un vanto per me e conferma ulteriore della qualità del mio operato. Lo considero un premio per tutto il tempo dedicato a fare sempre meglio, alle notti passate a studiare nuovi software e a ripassare l’anatomia, al tempo ritagliato al mio ruolo di direttore creativo della mia Agenzia di Comunicazione.

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Il mio percorso professionale mi ha permesso in seguito di incontrare Francesca DI Giorgio, fondatrice dell’agenzia di comunicazione Lirici Greci, e come sempre succede a chi ama condividere esperienze e pensa che il mondo non sia fatto di competitori ma di colleghi è nata l’idea, grazie all’esperienza di Francesca, di fare del mio lavoro una mostra in cui parlare, attraverso le opere, di un mestiere poco conosciuto, delle tecniche di realizzazione, delle possibilità di farne un lavoro per chi frequenta istituti artistici. Mi piacerebbe che le mie immagini possano essere ‘guardate’ con occhi diversi, che se ne possa cogliere l’aspetto artistico prima di quello scientifico, mi piacerebbe trasmettere la passione che ha guidato anche me nel corso della mia carriera. Ed è proprio grazie a tutti i professionisti con cui mi confronto ogni giorno e alla loro fiducia nei miei confronti che ho ricevuto due regali graditissimi: la stampa del libro Mi spieghi Dottore e la possibilità di mostrare i miei lavori alla città in cui vivo.

Ancona, 31 marzo 2016

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Mirco Tangherlini, illustratore

mirco1Nato ad Ancona nel 1957, illustratore, disegnatore e pubblicitario italiano, è membro AEIMS. Titolare di Tangherlini Comunicazione Innovativa è attivo sulla scena artistica italiana ed internazionale dai primi anni ‘80, ha firmato le illustrazioni delle più importanti riviste italiane come “Panorama”, “Il Venerdì di Re- pubblica”, “Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “La Gazzetta dello Sport”, “Wired Italia”, “Tv Sorrisi e Canzoni” e internazionale come “Paris Match” e “Nature”. Pioniere in Italia nell’utilizzo già negli anni ‘80 della tecnologia Apple. Ha tenuto mostre personali ad Ancona e Gabicce Monte. Ha vinto il Premio internazionale Digital Art Night per il progetto multimediale “Cybersculpture”. Tra le sue pubblicazioni sono da ricordare il saggio di infografica: Informazione visiva. Quando le parole non bastano (Mediateca delle Marche 2007) e “L’Atlante della salute del Corriere della Sera” Mi spieghi, dottore (Rizzoli 2015), che raccoglie le tavole scientifiche illustrate per il “Corriere Salute”.

Francesca Di Giorgio, curatore

10329313_10202722753963886_6649365625744148953_nArt director e visual designer, socio professionista AIAP e BEDA.Collabora dal 1994 con gli Enti Pubblici nell’ambito della pubblicautilità, organizzando convegni e mostre, curando pubblicazionisul tema “Grafica Utile”. Sviluppa la ricerca per allestimenti di mostreistituzionali e per aziende nell’ambito di visual-poetry, allestimentivisivi che valorizzano brand e prodotti esaltandone le filosofie aziendali. Partecipa con progetti di comunicazione sul visual designe esposizioni itineranti in Italia e all’estero. ADI DESIGN INDEX 2003

 

L’ILLUSTRATORE TERRA’ ECCEZIONALMENTE UN SEMINARIO PER LE SCUOLE

Martedì 31 maggio 2016
Mole Vanvitelliana
Sala Conferenze Museo Omero / 2°livello
Dalle h 10.00 alle 11.30

Il mestiere dell’illustratore scientifico in editoria. Incontro con Mirco Tangherlini

– Infografica, il testo a volte è superfluo.
– Realizzare una tavola medica per il Corriere della Sera: dal file word al pdf esecutivo.

Per accreditarsi si consiglia la prenotazione, posti limitati.
INGRESSO GRATUITO

Tangherlini Comunicazione
telefono 071 280 2604 / 347 339 7052
incorpore@tangherlini.it


La mostra “In Corpore Hominis” è realizzata in collaborazione con il

Museo Tattile Statale Omero
Mole Vanvitelliana  –  Ancona – Banchina Giovanni da Chio 28
www.museoomero.it
telefono 071 281 1935
info@museoomero.it
#museoomero

ancona – mole vanvitelliana – sala leopardi
inaugurazione sabato 28 maggio } h. 17.00
aperta fino al 26 giugno 2016 – INGRESSO LIBERO

Info mostra
Tangherlini Comunicazione
telefono 071 280 2604 / 347 339 7052
incorpore@tangherlini.it
www.tangherlini.it/incorpore.html

Curatore
Francesca Di Giorgio
telefono 338 580 9611
f.digiorgio@liricigreci.it
www.liricigreci.it


Orario mostra fino al 15 giugno 2016
dal martedì al sabato 16.00 – 19.00
domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

Orario mostra dal 15 giugno 2016
dal martedi al venerdi 18.00 – 22.00
sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 18.00 – 22.00
lunedi chiuso

Partners

Università Politecnica delle Marche
Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari
Sezione di Patologia Sperimentale e del Lavoro

Ambalt
Associazione Marchigiana Bambini
Affetti da Leucemia e Tumore

AEIMS
Association Européenne des Illustrateurs Médicaux et Scientifiques

AIRIcerca

Tangherlini comunicazione

 Giornale Salute

Senza Età
Salute & famiglia

AZOBE’ onlus

EDRA
www.edraspa.it

AMA
Associazioni Marchigiane Alzheimer – Comitato Regionale

Patrocini

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
della Provincia di Ancona

Regione Marche

IN CORPORE HOMINIS

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RICORDI, PAROLE, IMMAGINI E PAROLE DELLE IMMAGINI

Una riflessione sull’illustrazione anatomica
a cura di Luca Sguanci pittore


Ho sempre amato il disegno dei maestri classici, le grafiti, le biacche e gli inchiostri che, sapientemente maneggiati, creano il rilievo sulla superficie piatta della carta e restavo stupefatto , da bambino, di fronte all’idea di “vera realtà” che quei volumi chiaroscurati suscitavano nella mia mente. Pensavo di vedere le stesse cose viste cinquecento anni prima e credevo che quelle forme conservassero nei secoli un significato inalterato. Mio padre, scultore fiorentino, negli anni della mia infanzia, mi insegnava a vedere nei classici la forza del segno che costruisce un pensiero di movimento, di tensione ed al contempo metteva in luce l’utilità didattica del disegnare l’antico ed io mi perdevo invece nella precisione del dettaglio e nell’acume di un’osservazione capace di catturare tanta vita anche nello studio di un corpo dissezionato. A quale magia mi pareva di assistere vedendo l’universo che si nascondeva sotto la superficie vibrante della pelle! Con occhi curiosi miravo il mondo da un’altra prospettiva e nasceva in me il desiderio di provare a disegnare, e quindi descrivere ciò che vedevo: nasceva l’emulazione del disegno classico che con tanta fascinazione mi aveva catturato. Ma il disegno, al pari di altre arti, richiede tecnica e tenacia: ti sollecita a fare esperienze continue per immagazzinare conoscenze pratiche e strategiche al fine d’imporre al foglio la tua idea del mondo visibile e ti offre una storia perché , attraverso lo studio, possa avvalerti dei risultati già consolidati. Una storia che comincia proprio con il Rinascimento quando il disegno afferma, attraverso l’artista, la sua forza come strumento di comunicazione indipendente e non più unicamente asservito al finito della pittura. Quando la grafite non viene circoscritta solo alla “bozza” successivamente rielaborata nell’imprimitura con le cromie dell’olio o della tempera, ma di per sé vive in un’opera conclusa, allora il disegno entra nel vasto campo delle arti che “figurano”. E’ impossibile, a parer mio, non cogliere il nuovo status concesso a questa nuova dimensione artistica sfogliando i Codici di Leonardo da Vinci o ammirando gli studi del nordico Durer, come impossibile è evitare di farsi rapire dall’alchimia più avvincente di un periodo storico, il Rinascimento appunto, capace di attraversare i secoli e di trasformare il senso e la sostanza del segno grafico.

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Su una cosa però era in errore la mia giovane mente: la “verità” non era invero sempre e totalmente contenuta negli schizzi e negli studi classici; la realtà che procede attraverso un raziocinio che racchiude l’umano pensiero senza da esso farsi racchiudere, sfugge all’uomo a cui spetta l’arduo compito di costruire su di essa modelli possibili, modelli teorici che attendono la validazione dell’esperienza. L’artista stesso cerca di avvicinarsi all’oggetto di studio per approssimazione e sfruttando modelli di costruzione. Non a caso al principiante, all’allievo di bottega, se vogliamo restare con la mente in un altro quadro storico, si insegna a considerare la spazialità del foglio, a delimitare in questa cornice cartacea i confini estremi del suo disegno, ad utilizzare linee di tensioni, assi di simmetria, le linee del peso di un corpo e quelle vettoriali del movimento. Successivamente l’apprendista può racchiudere in geometrie semplici le parti dell’oggetto per meglio proporzionarle reciprocamente e può poi complicarle con l’introduzione di nuovi piani che rendano evidenti i primi sommari volumi da chiaroscurare. Solo dopo essere giunto a questo punto egli procederà ad inseguire, ammorbidendo il proprio elaborato, la naturalezza delle forme. In sostanza il disegno, quello classico, la base del fare artistico che viene appresa dagli studenti, contiene nella sua genesi ciò che l’artista rinascimentale gli attribuiva come funzione: strutturandosi come un feedback costante con l’oggetto osservato, il disegno diveniva esso stesso esperienza validante e dunque vera.

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Ma vera da quale punto di vista? Sicuramente dal punto di vista sensoriale- percettivo visto che l’immagine veniva costruita seguendo percorsi di verosimiglianza al già visto ed al visibile. Nondimeno credo sia la coerenza di un unico pensiero che lega le rappresentazioni anche di autori diversi a fare la reale differenza nella unidirezionalità di un messaggio di verità: una coerenza che chiama in causa astrazioni non esplicite in natura anche se contenute nelle forme naturali. A ben vedere, nel ‘500, la struttura e la funzione delle parti anatomiche del corpo rimandavano ad un ordine logico e razionale del mondo naturale: al suo cuore fatto di regole matematiche e fisiche animate da un soffio di spiritualità. Nella rappresentazione, figlia dello stesso approccio culturale al mondo esterno, la matematica diveniva prospettiva e la fisica diagramma. Indi ciò che consentiva al disegno ed al fenomeno di stare sullo stesso piano di realtà e verità era l’autorevolezza delle regole matematiche (che tra l’altro hanno aperto la strada ad una rivalsa della pittura sull’architettura e la scultura). Proviamo ad esplicitare questa riflessione chiamando in causa Leonardo da Vinci: il tronco di uomo di profilo con studio di proporzioni del 1490 ora custodito a Venezia presso la Gallerie dell’Accademia (n. 236 r e v) e lo studio di proporzioni del volto del 1489 archiviato presso la Biblioteca Reale di Torino (n. 15574 dc), sembrano essere la convalida esperienziale che forme regolari e pure sono contenute nella costruzione del volto. Gli stessi disegni messi in sequenza mostrano come il maestro fiorentino abbia ruotato nello spazio uno stesso oggetto , modificando soprattutto l’assetto delle linee diagonali nella visione frontale del volto in base ad un ipotetico punto di vista monoculare dell’osservatore. Ma quella griglia di forme geometriche sovrapposte alla fisionomia di un uomo erano lì o nella mente di chi disegna?L’arte come la scienza interpreta e l’idea di verità è un’esigenza di comunicazione per affermare un pensiero. Fa parte, cioè, di una “retorica della verità” che ha accompagnato, consciamente o inconsciamente nei secoli, ogni presa di posizione intellettuale. D’altronde già nel Rinascimento questa dimensione linguistica della figurazione, nel contesto dell’ “ut pictura poesis”, era accettata e la narrazione, come la retorica, partecipavano alla costruzione formale di un’opera pittorica come di una illustrazione anatomica.

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Facendo un passo in dietro, tornando con la mente agli studi di Leonardo, posso affermare, forse in modo un po’ azzardato, che la potenza innovatrice del linguaggio grafico leonardesco in parte sta nelle potenzialità suggerite dalle macchine da disegno rinascimentali per la figurazione di oggetti in prospettiva ed in parte nella versatilità e genialità di un autore che da quel dato ha sviluppato tutta una gamma di novità rappresentative. Martin Kemp nel testo Immagine e Verità ( ed. il Saggiatore- Milano 1999), a cui il mio pensiero va mentre scrivo queste righe, sostiene: “non c’è quasi tecnica di rappresentazione successivamente impiegata che l’artista toscano non abbia previsto: rappresentazioni di forme dissezionate (con o senza una indicazione della parte anatomizzata), l’uso di organi trasparenti per mostrare le strutture sottostanti, diagrammi lineari per rappresentare le relazioni spaziali dei muscoli all’interno di un membro, sistemi isolati dal resto come alberi a tre dimensioni, cavità illustrate attraverso iniezioni di cera, componenti mostrati mediante diagrammi in spaccato, vedute cinematografiche di una forma da una serie di punti di vista successivi, e un insieme di tecniche diagrammatiche per illustrare i principi meccanici in azione”.

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Riassumendo: un ostentato desiderio di verità razionale, la fiducia nella forza comunicativa della rappresentazione che, in quanto immagine, diviene fenomeno tra i fenomeni naturali, il presunto rigore matematico del mondo naturale, la natura in sé stessa descrittiva dell’anatomia, sono le concause intellettuali che hanno strutturato un preciso linguaggio grafico. Quello che viene perpetrato è un convincimento dell’osservatore dalla cui mente deve essere fugato il dubbio di trovarsi davanti ad una semplice illusione. “Questa narrazione – sembra sussurrargli l’illustratore artista – ti parla di cose vere che io ho visto come tu, ora, puoi vedere. Osserva assieme a me come si muove un arto, guarda con quante parole fatte di linee e segni descrivo le differenze tra diversi tessuti muscolari….. li vedi con me, in quel corpo aperto sul tavolo, i misteri del corpo umano?” Le potenzialità di questo avvincente dialogo tra autore di una illustrazione anatomica e fruitore, erano tuttavia circoscritte nei limiti fisici della tecnica impiegata. Leonardo da Vinci conosceva bene quelli delle sue tavole tanto che nel capitolo 3 del libro De pictura sottolinea: “Il principio della scienza della pittura è il punto, il secondo è la linea, il terzo è la superfizie, il quarto è il corpo che si veste di tale superfizie”. Il moto del punto, che è visibile ed immateriale, genera la linea e questa a sua volta spostandosi genera il piano che con il suo movimento pone in essere il volume. Il punto, estremo limite della sua arte, è il confine con il nulla e pertanto diventa nei suoi scritti il cardine della materialità dell’immagine e della spiritualità che muove immaginazione e memoria.

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Anche “Vasalio – scrive Martin Kemp – era del tutto consapevole che le sue immagini costituivano traduzioni dell’oggetto visto attraverso le particolari convenzioni della xilografia e si preoccupava che l’abilità grafica dei suoi artisti avesse modo di esprimersi il più pienamente possibile entro i limiti del medium. Noi tendiamo forse a perdere di vista quanto seri fossero questi limiti”. In effetti l’uso esclusivo della linea per costruire le volumetrie, per segnare il contorno dell’immagine e segnalare le particolarità superficiali dell’oggetto di studio inducevano ad una certa confusione percettiva. Anche ora, con la computer grafica, il problema del limite tecnico esiste : un autore contemporaneo in effetti può fare solo quelle azioni che il programma gli consente di svolgere. Può evidentemente giocare con modalità di acquisizioni di immagini impensabili 500 anni fa, ma deve fare i conti con un altro linguaggio, quello dell’informatica. Il computer che opera su sistemi binari di numeri consente un numero altissimo di possibilità operative, il pixel ha sostituito il punto grafico, l’immagine può essere semplicemente rubata al mondo e modificata o combinata con elaborati personali eseguiti con tecniche differenti, può applicare delle contaminazioni visive mutuate da altre macchine ( raggi x- microscopio elettronico – TAC – ecografia – i modelli 3D dei nuovi sistemi diagnostici etc) e la creatività dell’autore si allena, grazie al suo utilizzo, ad incrociare ed utilizzare sempre nuove modalità visuali. Non a caso nel curriculum del valente Tangherlini è ben evidenziato il premio Digital Art Night – migliore applicazione multimediale dell’anno 1998.L’arte dell’illustrazione anatomica contemporanea, come nel Rinascimento, resta tecnica ed invenzione creativa di un linguaggio e risente delle scoperte tecnologiche proprio come nel ‘500 la figurazione ha risentito delle macchine per la rappresentazione in prospettiva e nel ‘600 dell’invenzione della camera oscura. Di qui nella divulgazione scientifica, oggi, la necessità di una equipe multidisciplinare che renda di minimo impatto l’uso della “retorica della verità”.

 

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Mirco Tangherlini, illustratore

mirco1Nato ad Ancona nel 1957, illustratore, disegnatore e pubblicitario italiano, è membro AEIMS. Titolare di Tangherlini Comunicazione Innovativa è attivo sulla scena artistica italiana ed internazionale dai primi anni ‘80, ha firmato le illustrazioni delle più importanti riviste italiane come “Panorama”, “Il Venerdì di Re- pubblica”, “Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “La Gazzetta dello Sport”, “Wired Italia”, “Tv Sorrisi e Canzoni” e internazionale come “Paris Match” e “Nature”. Pioniere in Italia nell’utilizzo già negli anni ‘80 della tecnologia Apple. Ha tenuto mostre personali ad Ancona e Gabicce Monte. Ha vinto il Premio internazionale Digital Art Night per il progetto multimediale “Cybersculpture”. Tra le sue pubblicazioni sono da ricordare il saggio di infografica: Informazione visiva. Quando le parole non bastano (Mediateca delle Marche 2007) e “L’Atlante della salute del Corriere della Sera” Mi spieghi, dottore (Rizzoli 2015), che raccoglie le tavole scientifiche illustrate per il “Corriere Salute”.

Francesca Di Giorgio, curatore

10329313_10202722753963886_6649365625744148953_nArt director e visual designer, socio professionista AIAP e BEDA.Collabora dal 1994 con gli Enti Pubblici nell’ambito della pubblicautilità, organizzando convegni e mostre, curando pubblicazionisul tema “Grafica Utile”. Sviluppa la ricerca per allestimenti di mostreistituzionali e per aziende nell’ambito di visual-poetry, allestimentivisivi che valorizzano brand e prodotti esaltandone le filosofie aziendali. Partecipa con progetti di comunicazione sul visual designe esposizioni itineranti in Italia e all’estero. ADI DESIGN INDEX 2003

 

L’ILLUSTRATORE TERRA’ ECCEZIONALMENTE UN SEMINARIO PER LE SCUOLE

Martedì 31 maggio 2016
Mole Vanvitelliana
Sala Conferenze Museo Omero / 2°livello
Dalle h 10.00 alle 11.30

Il mestiere dell’illustratore scientifico in editoria. Incontro con Mirco Tangherlini

– Infografica, il testo a volte è superfluo.
– Realizzare una tavola medica per il Corriere della Sera: dal file word al pdf esecutivo.

Per accreditarsi si consiglia la prenotazione, posti limitati.
INGRESSO GRATUITO

Tangherlini Comunicazione
telefono 071 280 2604 / 347 339 7052
incorpore@tangherlini.it


La mostra “In Corpore Hominis” è realizzata in collaborazione con il

Museo Tattile Statale Omero
Mole Vanvitelliana  –  Ancona – Banchina Giovanni da Chio 28
www.museoomero.it
telefono 071 281 1935
info@museoomero.it
#museoomero

ancona – mole vanvitelliana – sala leopardi
inaugurazione sabato 28 maggio } h. 17.00
aperta fino al 26 giugno 2016 – INGRESSO LIBERO

Info mostra
Tangherlini Comunicazione
telefono 071 280 2604 / 347 339 7052
incorpore@tangherlini.it
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Curatore
Francesca Di Giorgio
telefono 338 580 9611
f.digiorgio@liricigreci.it
www.liricigreci.it


Orario mostra fino al 15 giugno 2016
dal martedì al sabato 16.00 – 19.00
domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

Orario mostra dal 15 giugno 2016
dal martedi al venerdi 18.00 – 22.00
sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 18.00 – 22.00
lunedi chiuso

Partners

Università Politecnica delle Marche
Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari
Sezione di Patologia Sperimentale e del Lavoro

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Associazione Marchigiana Bambini
Affetti da Leucemia e Tumore

AEIMS
Association Européenne des Illustrateurs Médicaux et Scientifiques

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Salute & famiglia

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Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
della Provincia di Ancona

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L’ILLUSTRAZIONE MEDICO-ANATOMICA TRAIT D’UNION TRA ARTE E SCIENZA

Mirco Tangherlini: tecnica e tecnologia come trampolini di lancio per la creatività dell’illustratore

A cura di Luca Sguanci pittore

L’illustrazione anatomica, come a ragione notano i curatori dell’evento In Corpore Hominis, ha avuto un ruolo decisivo nell’acquisizione e nella divulgazione delle conoscenze scientifiche . All’interno di un simile contesto divulgativo o di studio, l’immagine creata dall’illustratore necessariamente deve fare i conti con i limiti tecnici dell’esecuzione artistica e con le possibilità tecnologiche legate al mondo del visuale. Tecnica e tecnologia divengono pertanto i binari in cui la creatività dell’illustratore corre per proporre soluzioni rappresentative nuove che giocano, se così si può dire, con il “senso di verità” della scienza e del pubblico.

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Mirco Tangherlini, premiato per la migliore applicazione multimediale dell’anno (Digital Art Nigth -1998), di cui in mostra possiamo ammirare un centinaio di tavole tra edite ed inedite, riesce sicuramente nel proprio lavoro a farsi “esteticamente” contaminare dall’ampia gamma di rappresentazioni offerte dal panorama tecnologico: l’apparato scheletrico che fa da sfondo a parti organiche poste in rilievo ed in primo piano, sublima l’immagine radiografica tingendosi di velature di azzurro, nondimeno le sue prospettive anatomiche aumentano la nitidezza dei modelli 3D dei nuovi sistemi diagnostici e l’osservazione sui vasi riflettono le possibilità offerte dai microscopi elettronici.

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Queste strategie visive mutuate dalle macchine moderne e ricombinate creativamente non mancano di contenuto storico: la plasticità dei corpi immersi in profondità virtuali rievocano i modelli de La Specola e, al contempo, fanno l’occhiolino alle tavole anatomiche del ‘700. La computer grafica ha dunque aperto le porte a mille strategie comunicative ed artistiche, ha per così dire mostrato nuovi orizzonti dell’illustrazione medico-scientifica e reso possibile inoltrarsi in campi di sperimentazione del visuale impensabili solo decine di anni fa, ma ha un limite nel suo dipendere da un programma che può consentire solo azioni pre-definite. Un limite che Tangherlini, abile costruttore di suggestive immagini, controbilancia con una professionalità che non fa del computer l’unico mezzo di comunicazione visiva.

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Mirco Tangherlini, illustratore

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Francesca Di Giorgio, curatore

10329313_10202722753963886_6649365625744148953_nArt director e visual designer, socio professionista AIAP e BEDA.Collabora dal 1994 con gli Enti Pubblici nell’ambito della pubblicautilità, organizzando convegni e mostre, curando pubblicazionisul tema “Grafica Utile”. Sviluppa la ricerca per allestimenti di mostreistituzionali e per aziende nell’ambito di visual-poetry, allestimentivisivi che valorizzano brand e prodotti esaltandone le filosofie aziendali. Partecipa con progetti di comunicazione sul visual designe esposizioni itineranti in Italia e all’estero. ADI DESIGN INDEX 2003

 

L’ILLUSTRATORE TERRA’ ECCEZIONALMENTE UN SEMINARIO PER LE SCUOLE

Martedì 31 maggio 2016
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Orario mostra fino al 15 giugno 2016
dal martedì al sabato 16.00 – 19.00
domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

Orario mostra dal 15 giugno 2016
dal martedi al venerdi 18.00 – 22.00
sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 18.00 – 22.00
lunedi chiuso

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Affetti da Leucemia e Tumore

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Association Européenne des Illustrateurs Médicaux et Scientifiques

AIRIcerca

Tangherlini comunicazione

 Giornale Salute

Senza Età
Salute & famiglia

AZOBE’ onlus

EDRA
www.edraspa.it

AMA
Associazioni Marchigiane Alzheimer – Comitato Regionale

Patrocini

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
della Provincia di Ancona

Regione Marche

IN CORPORE HOMINIS – EVENTI

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Siamo lieti di invitarvi all’inaugurazione della Mostra


IN CORPORE HOMINIS 
-Il corpo attraverso l’illustrazione anatomica-
Le infografiche di Mirco Tangherlini per il “Corriere della Sera”
Ancona 28 maggio – 26 giugno 2016 / Mole Vanvitelliana

 

La Mostra è all’interno del “Festival del Pensiero Plurale 2016” ad Ancona
ed è curata da Francesca Di Giorgio

realizzata in collaborazione con il
Museo Tattile Statale Omero
Mole Vanvitelliana – Ancona – Banchina Giovanni da Chio 28
www.museoomero.it
telefono 071 281 1935
info@museoomero.it
#museoomero


ancona – mole vanvitelliana – sala leopardi
inaugurazione sabato 28 maggio } h. 17.00
aperta fino al 26 giugno 2016 – INGRESSO LIBERO

 

L’ILLUSTRATORE TERRA’ ECCEZIONALMENTE UN SEMINARIO PER LE SCUOLE

Martedì 31 maggio 2016
Mole Vanvitelliana
Sala Conferenze Museo Omero / 2°livello
Dalle h 10.00 alle 11.30

Il mestiere dell’illustratore scientifico in editoria. Incontro con Mirco Tangherlini

– Infografica, il testo a volte è superfluo.
– Realizzare una tavola medica per il Corriere della Sera: dal file word al pdf esecutivo.

Per accreditarsi si consiglia la prenotazione, posti limitati.
INGRESSO GRATUITO

Tangherlini Comunicazione
telefono 071 280 2604 / 347 339 7052
incorpore@tangherlini.it
www.tangherlini.it/incorpore.html

 

Mirco Tangherlini, illustratore

mirco1Nato ad Ancona nel 1957, illustratore, disegnatore e pubblicitario italiano, è membro AEIMS. Titolare di Tangherlini Comunicazione Innovativa è attivo sulla scena artistica italiana ed internazionale dai primi anni ‘80, ha firmato le illustrazioni delle più importanti riviste italiane come “Panorama”, “Il Venerdì di Re- pubblica”, “Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “La Gazzetta dello Sport”, “Wired Italia”, “Tv Sorrisi e Canzoni” e internazionale come “Paris Match” e “Nature”. Pioniere in Italia nell’utilizzo già negli anni ‘80 della tecnologia Apple. Ha tenuto mostre personali ad Ancona e Gabicce Monte. Ha vinto il Premio internazionale Digital Art Night per il progetto multimediale “Cybersculpture”. Tra le sue pubblicazioni sono da ricordare il saggio di infografica: Informazione visiva. Quando le parole non bastano (Mediateca delle Marche 2007) e “L’Atlante della salute del Corriere della Sera” Mi spieghi, dottore (Rizzoli 2015), che raccoglie le tavole scientifiche illustrate per il “Corriere Salute”.

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Info mostra

Tangherlini Comunicazione
telefono 071 280 2604 / 347 339 7052
incorpore@tangherlini.it
www.tangherlini.it/incorpore.html


Curatore

Francesca Di Giorgio
telefono 338 580 9611
f.digiorgio@liricigreci.it
www.liricigreci.it


Orario mostra fino al 15 giugno 2016

dal martedì al sabato 16.00 – 19.00
domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

Orario mostra dal 15 giugno 2016

dal martedi al venerdi 18.00 – 22.00
sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 18.00 – 22.00
lunedi chiuso


Partner

Università Politecnica delle Marche
Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari
Sezione di Patologia Sperimentale e del Lavoro

Ambalt
Associazione Marchigiana Bambini
Affetti da Leucemia e Tumore

AEIMS
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Salute & famiglia

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Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
della Provincia di Ancona

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IN CORPORE HOMINIS

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illustrArte. Alla (ri)scoperta del segreti dell’illustrazione artistica.
Due chiacchiere con Mirco Tangherlini

Ho provato invidia per i miei coetanei a cui era permesso frequentare l’Accademia delle belle Arti. Io mi sono dovuto ‘accontentare’ dell’Istituto Superiore di Disegno Anatomico a Bologna. Ricordo ancora il primo approccio, una vertebra (vera) appoggiata sul mio banco in formica verde acqua, il test per entrare a far parte degli allievi consisteva nel realizzare la sua riproduzione a matita su cartoncino. Le cose da allora sono cambiate.

Ognuno di noi, oggi, prima di contattare il proprio medico va su internet e naviga alla ricerca di informazioni più o meno veritiere sul problema di salute che lo affligge in quel momento.

A differenza di alcuni colleghi, che mettono le loro capacità artistiche a disposizione di ospedali, università di medicina e studi di ricerca medico-scientifica, io realizzo le mie illustrazioni per un uso prevalentemente editoriale, destinandole ad un lettore “comune” che sfoglia il giornale dal parrucchiere e si spaventa facilmente di fronte ad una pancia aperta che mostra un intervento di appendicite. Il mio compito è quindi quello di creare immagini “soft”, accattivanti, che spieghino l’argomento di cui si sta parlano in modo chiaro e facilmente decodificabile da tutti.

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Per il “Corriere della Sera” sono partito da uno studio dello stile da usare per l’infografica (informazione progettata in forma grafica e visuale) e, dopo diverse prove e confronti con il direttore artistico, è stato scelto uno stile ‘sobrio’, in parte legato alla tradizione delle illustrazioni medico- scientifiche del passato, ma reso graficamente attuale. Una giornalista, Antonella Sparvoli, intervista il medico specializzato nella patologia argomento da trattare. Dall’incontro tra Antonella e il medico nasce un file word che sintetizza l’argomento e che mi viene inviato per email.

A questo punto posso realizzare una bozza preliminare sulla gabbia precedentemente concordata utilizzando immagini grezze per capire se la quantità di testo è congrua o da ridurre per dare spazio alla illustrazioni (sicuramente più belle da vedere rispetto ad un pacchetto di testo).

Realizzato il primo prototipo viene inviato sia ad Antonella che al redattore scientifico Luigi Ripamonti del Corriere con cui si valuta la proposta. Quando abbiamo iniziato a lavorare assieme su questo progetto, i “rimbalzi” e i relativi feedback ci hanno portato a realizzare anche 10/11 passaggi prima di arrivare all’immagine definitiva. Oggi, dopo quasi quattro anni, il feeling stabilito ci permette di raggiungere il risultato migliore già dopo un paio di prove.

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Qualche anno fa iniziai a ricevere email dai lettori del “Corriere della Sera” che mi chiedevano se era stata ipotizzata una raccolta delle tavole che escono ogni domenica sulla sezione Salute.

Ho preso spunto proprio da queste richieste per preparare in autonomia la stampa di un piccolo libro che le raccogliesse e ne ho inviata, come esempio, una copia a Luigi Ripamonti e a Marco Gillo, direttore artistico, per una valutazione. Da allora sono passati altri due anni, è cambiato il direttore prima e, finalmente, il marketing del Corriere ha pensato che la mia proposta era matura per essere realizzata.

A settembre è finalmente uscito, edito da Rizzoli, un volume bellissimo dal titolo Mi spieghi dottore. L’Atlante della salute del Corriere della Sera, di 300 pagine che raccoglie 150 delle mie tavole migliori affiancate all’articolo di Antonella Sparvoli che contibuisce a dare validità scientifica al lavoro, il tutto coordinato da Luigi Ripamonti. Un vanto per me e conferma ulteriore della qualità del mio operato. Lo considero un premio per tutto il tempo dedicato a fare sempre meglio, alle notti passate a studiare nuovi software e a ripassare l’anatomia, al tempo ritagliato al mio ruolo di direttore creativo della mia Agenzia di Comunicazione.

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Il mio percorso professionale mi ha permesso in seguito di incontrare Francesca DI Giorgio, fondatrice dell’agenzia di comunicazione Lirici Greci, e come sempre succede a chi ama condividere esperienze e pensa che il mondo non sia fatto di competitori ma di colleghi è nata l’idea, grazie all’esperienza di Francesca, di fare del mio lavoro una mostra in cui parlare, attraverso le opere, di un mestiere poco conosciuto, delle tecniche di realizzazione, delle possibilità di farne un lavoro per chi frequenta istituti artistici. Mi piacerebbe che le mie immagini possano essere ‘guardate’ con occhi diversi, che se ne possa cogliere l’aspetto artistico prima di quello scientifico, mi piacerebbe trasmettere la passione che ha guidato anche me nel corso della mia carriera. Ed è proprio grazie a tutti i professionisti con cui mi confronto ogni giorno e alla loro fiducia nei miei confronti che ho ricevuto due regali graditissimi: la stampa del libro Mi spieghi Dottore e la possibilità di mostrare i miei lavori alla città in cui vivo.

Ancona, 31 marzo 2016

 

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Mirco Tangherlini, illustratore

mirco1Nato ad Ancona nel 1957, illustratore, disegnatore e pubblicitario italiano, è membro AEIMS. Titolare di Tangherlini Comunicazione Innovativa è attivo sulla scena artistica italiana ed internazionale dai primi anni ‘80, ha firmato le illustrazioni delle più importanti riviste italiane come “Panorama”, “Il Venerdì di Re- pubblica”, “Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “La Gazzetta dello Sport”, “Wired Italia”, “Tv Sorrisi e Canzoni” e internazionale come “Paris Match” e “Nature”. Pioniere in Italia nell’utilizzo già negli anni ‘80 della tecnologia Apple. Ha tenuto mostre personali ad Ancona e Gabicce Monte. Ha vinto il Premio internazionale Digital Art Night per il progetto multimediale “Cybersculpture”. Tra le sue pubblicazioni sono da ricordare il saggio di infografica: Informazione visiva. Quando le parole non bastano (Mediateca delle Marche 2007) e “L’Atlante della salute del Corriere della Sera” Mi spieghi, dottore (Rizzoli 2015), che raccoglie le tavole scientifiche illustrate per il “Corriere Salute”.

Francesca Di Giorgio, curatore

10329313_10202722753963886_6649365625744148953_nArt director e visual designer, socio professionista AIAP e BEDA.Collabora dal 1994 con gli Enti Pubblici nell’ambito della pubblicautilità, organizzando convegni e mostre, curando pubblicazionisul tema “Grafica Utile”. Sviluppa la ricerca per allestimenti di mostreistituzionali e per aziende nell’ambito di visual-poetry, allestimentivisivi che valorizzano brand e prodotti esaltandone le filosofie aziendali. Partecipa con progetti di comunicazione sul visual designe esposizioni itineranti in Italia e all’estero. ADI DESIGN INDEX 2003

 

La mostra “In Corpore Hominis” è realizzata in collaborazione con il

Museo Tattile Statale Omero
Mole Vanvitelliana  –  Ancona – Banchina Giovanni da Chio 28
www.museoomero.it
telefono 071 281 1935
info@museoomero.it
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ancona – mole vanvitelliana – sala leopardi
inaugurazione sabato 28 maggio } h. 17.00
aperta fino al 26 giugno 2016 – INGRESSO LIBERO

Info mostra
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Curatore
Francesca Di Giorgio
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Orario mostra fino al 15 giugno 2016
dal martedì al sabato 16.00 – 19.00
domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

Orario mostra dal 15 giugno 2016
dal martedi al venerdi 18.00 – 22.00
sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 18.00 – 22.00
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FILOSOFICA MENTE

Stampa


A CONFRONTO SUI VENTI ANNI DE “LE PAROLE DELLA FILOSOFIA”


Lunedì 18 aprile h. 17.30 – Auditorium di Poliarte Design School

Giancarlo Galeazzi, Giordano Pierlorenzi e Bianca Maria Ventura

presentano il volume

La Società Filosofica Italiana di Ancona dalla fondazione a oggi


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A trent’anni dalla istituzione della Società Filosofica Italiana di Ancona e a vent’anni dall’avvio della rassegna intitolata “Le parole della filosofia” torna utile un momento di riflessione su questa duplice esperienza, che ha portato la filosofia ad essere di casa ad Ancona. Infatti trent’anni or sono nasceva (ad opera di Giancarlo Galeazzi e Giordano Pierlorenzi) la sezione provinciale di Ancona (di cui oggi è presidente onorario Galeazzi e presidente Bianca Maria Ventura) della più antica associazione filosofica italiana, la SFI, che proprio ad Ancona, per iniziativa della sezione dorica celebrò uno dei suoi convegni per il centenario intitolato “Filosofia e scienza nella società tecnologica”, e organizzato insieme con la Università Politecnica delle Marche e con il Consiglio regionale delle Marche. Ma prima e dopo di quel convegno tante e qualificate sono state le iniziative realizzate.

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Nel contesto di questa intensa attività primeggia certamente la fortunata rassegna “Le parole della filosofia” organizzata in collaborazione con il Comune di Ancona nel primo semestre di ogni anno, e alla quale si affiancarono nel tempo le rassegne “Le ragioni della parola” (nel secondo semestre) e la celebrazione di due Giornate mondiali dell’Unesco: quella del Libro (aprile) con il titolo “Libri per pensare” e quella della Filosofia (novembre) con il titolo “La filosofia nella città”. Sono state queste iniziative ad essere assemblate poi nel cosiddetto “Festival del pensiero Plurale” che ha dotato anche Ancona di un suo Festival filosofico, analogamente a quanto accade in tante città italiane, dove la domanda di filosofia ha dato luogo a una molteplicità di manifestazioni festivaliere.

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Per fare una specie di bilancio e rilancio della Società Filosofica Italiana di Ancona e del suo Festival lunedì 18 aprile alle h. 17.30 nell’auditorium di Poliarte Design School (via Vallemiano) si terrà una tavola rotonda cui parteciperanno Giancarlo Galeazzi, Giordano Pierlorenzi e Bianca Maria Ventura che rifletteranno sul senso di questa esperienza culturale e lo faranno anche alla luce di una recente pubblicazione curata da Galeazzi, che ha documentato la storia della SFI di Ancona in un Quaderno del Consiglio regionale delle Marche in cui ripercorre la storia della Società Filosofica italiana di Ancona dalla fondazione a oggi: sia ad Ancona (con le rassegne citate, cui è da aggiungere “La filosofia a Palazzo”) sia in altre sedi come Falconara Marittima (con la rassegna “Nel giardino del pensiero”) e Camerata Picena (con la rassegna “A confronto su…”): iniziative ancora una volta documentate in altri volumi rispettivamente: Le Marche del pensiero (per l’iniziativa con la Prefettura di Ancona e l’Assemblea legislativa delle Marche), Esercizi di pensiero filosofico (per le iniziative con il Comune di Falconara) e Conversazioni filosofiche al Castello (per le iniziative con il Comune di Camerata).

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fot prof. galeazziGiancarlo Galeazzi, nato ad Ancona nel 1942, è docente di filosofia al Polo teologico marchigiano dell’Università Lateranense. È presidente onorario della SFI di Ancona, e direttore del Festival del Pensiero plurale. Gli è stata conferita la benemerenza civica dal Comune di Ancona e la cittadinanza onoraria dal Comune di Osimo. Ha pubblicato i volumi: J. Maritain un filosofo     per il nostro tempo (Massimo 1999) e Personalismo (Bibliografica 1998); ha curato i volumi: Gadamer a confronto (Angeli 2002), Scienza e filosofia oggi (Massimo 1980), Filosofia e scienza nella società tecnologica (Angeli 2004), L’estetica oggi in Italia (Libr. Ed. Vaticana 1997), Le Marche del pensiero (Quaderni Cons. Reg. Marche 2015).


Ideazione e direzione

Giancarlo Galeazzi
presidente onorario SFI Ancona

Comitato scientifico
Giancarlo Galeazzi, Simona Lisi, Francesca Di Giorgio

Organizzazione e promozione
Associazione Ventottozerosei

Tutti gli incontri sono ad Ingresso Libero, fino ad esaurimento posti

Filosofia in movimento è su prenotazione
parolefilosofia@gmail.com


Info

Comune di Ancona
Assessorato alla Cultura
071 222 5025
ufficio.cultura@comune.ancona.it

Ufficio Stampa Comune di Ancona
Federica Zandri
071 222 2321
federica.zandri@comune.ancona.it

Concept creativo e comunicazione
Lirici Greci Comunicazione
071 207 5109 / 338 580 9611
info@liricigreci.it
www.liricigreci.it

Le Parole della Filosofia 2016

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LE PAROLE DELLA FILOSOFIA 2016 – XX EDIZIONE – AMBIVALENZE DEL PRESENTE

Ogni problema risolto non segna mai una conquista definitiva ma pone sempre nuovi problemi” (Enzo Paci)


Nel ventennale de
Le parole della filosofia l’edizione 2016 mantiene intatto il suo stile: avvicinare un vasto pubblico alla riflessione con alcuni pensatori su questioni che vale la pena di disputare, e farlo attraverso alcune emblematiche parole, che non sempre appartengono alla terminologia filosofica, ma sempre vengono affrontate in chiave filosofica. Così, lungo vent’anni, si è offerto non un lessico di filosofia per specialisti, bensì un lessico di “vita pensata” rivolto a tutti per una quotidianità esistenziale e civile più consapevole.

Con questo intento Le parole della filosofia ha rappresentato una originale occasione di formazione permanente, caratterizzata da un esercizio di pensiero teoretico, etico ed estetico. Anche la ventesima edizione s’ispira a tale logica, che un pubblico costantemente numeroso ha mostrato di gradire con un elevato indice di interesse e partecipazione. Così la rassegna si struttura nei tradizionali cicli: Incontri con i filosofi al Teatro Sperimentale, e la Scuola di filosofia alla Facoltà di Economia.

Nel primo caso sono poste a tema alcune dimensioni individuali e sociali che nel nostro tempo mettono la “società al bivio”: limiti, forza, misericordia e arroganza affrontate rispettivamente da Remo Bodei, Giacomo Marramao, Giorgio Cosmacini e Luigi Zoja, pensatori di diversa competenza e provenienza.

In parallelo si svolgono le lezioni della Scuola di filosofia con Giancarlo Galeazzi, che prende in esame tre “virtù difficili”: tolleranza, riconoscimento, solidarietà, delineando un itinerario di convivenza per la società multiculturale.

Prosegue l’esperimento avviato nel 2015 Filosofia in movimento con Simona Lisi, e dedicato quest’anno Aut-aut. Il corpo e la scelta.

Per il ventennale della rassegna nel mese di maggio si inaugurerà la mostra In Corpore Hominis. Il corpo attraverso l’illustrazione anatomica. Le infografiche di Mirco Tangherlini per il Corriere della Sera, uno dei maggiori illustratori italiani medico-scientifici, e si terrà una tavola rotonda Filosofica Mente con Giancarlo Galeazzi, Giordano Pierlorenzi e Bianca Maria Ventura sulle venti edizioni de Le Parole della Filosofia.

Questi appuntamenti costituiscono la prima parte del Festival del Pensiero Plurale 2016, che proseguirà nel secondo semestre con la rassegna Le ragioni della parola. Alle due storiche manifestazioni si accompagneranno altre iniziative, tra cui Libri per pensare (in occasione della Giornata Mondiale del Libro) e La filosofia nella città (per la Giornata Mondiale della Filosofia).

Tutte queste rassegne, nate in tempi diversi e poi assemblate nel Festival del Pensiero Plurale, ambiscono a porsi come momenti riflessivi, finalizzati a far prendere coscienza del valore del pluralismo, in modo da evitare ogni riduzionismo metodologico e assiologico, e rivendicare la legittimità dei diversi saperi.

Per tutto questo il Comune di Ancona, attraverso l’Assessorato alla Cultura, ha da sempre sostenuto il Festival, ideato e coordinato da Giancarlo Galeazzi, fondatore e presidente della Società Filosofica Italiana (SFI) sezione di Ancona. Organizzato dall’associazione Ventottozerosei di Ancona con la collaborazione della SFI, della Poliarte Design School di Ancona e dell’Università Politecnica delle Marche, è patrocinato dalla Regione Marche e promosso dall’agenzia di comunicazione Lirici Greci.

Paolo Marasca, assessore alla Cultura del Comune di Ancona


 ***


FESTIVAL DEL PENSIERO PLURALE  
a cura di Giancarlo Galeazzi


LE PAROLE DELLA FILOSOFIA – 2016 – XX EDIZIONE (da aprile a giugno 2016)


Ambivalenze del presente
/ INCONTRI CON I FILOSOFIAncona Teatro Sperimentale “Lirio Arena” h. 21.00

1) LIMITI – martedì 12 aprile

Remo Bodei,storico della filosofia (Università della California – Los Angeles)

2) FORZA – venerdì 6 maggio

Giacomo Marramao, filosofo della politica (Università di Roma Tre)

3) MISERICORDIAmartedì 7 giugno

Giorgio Cosmacini, filosofo della medicina (Università Vita e Salute San Raffaele di Milano)

4) ARROGANZAgiovedì 16 giugno

Luigi Zoja, filosofo psicoanalista(università dell’Insubria)


***


A SCUOLA DI FILOSOFIA
con Giancarlo Galeazzi

Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” h. 17.30 – Aula A


1) TOLLERANZA
– venerdì 22 aprile

2) RICONOSCIMENTO – giovedì 26 maggio

3) SOLIDARIETÀ – venerdì 24 giugno


***


FILOSOFIA IN MOVIMENTO 
con Simona Lisi

(Teatro Sperimentale h. 18.00/19.00)

1) Aut-aut. Il corpo e la scelta – venerdì 6 maggio


***

FILOSOFICA MENTE

auditorium poliarte design school h. 17.30
ancona – via miano 41b
INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento posti

A confronto sui venti anni de “Le Parole della Filosofia”

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IN CORPORE HOMINIS. Il corpo attraverso l’illustrazione anatomica.
Le infografiche di Mirco Tangherlini per il “Corriere della Sera”

ancona – mole vanvitelliana – sala leopardi
inaugurazione sabato 28 maggio } h. 17.00
aperta fino al 26 giugno 2016 – INGRESSO LIBERO

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Ideazione e direzione
Giancarlo Galeazzi
presidente onorario SFI Ancona

Comitato scientifico
Giancarlo Galeazzi, Simona Lisi, Francesca Di Giorgio

Organizzazione e promozione
Associazione Ventottozerosei

Tutti gli incontri sono ad Ingresso Libero, fino ad esaurimento posti

Filosofia in movimento è su prenotazione
parolefilosofia@gmail.com


Info

Comune di Ancona
Assessorato alla Cultura
071 222 5025
ufficio.cultura@comune.ancona.it

Ufficio Stampa Comune di Ancona
Federica Zandri
071 222 2321
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PESCHERIA / SCALONE VANVITELLIANO – PESARO

Alice Schivardi_The Mahmuds

 

Sabato 10 ottobre 2015
Per la Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci, in apertura a Pesaro due mostre dedicate agli ultimi lavori di giovani artisti italiani allo Scalone Vanvitelliano e al Centro Arti Visive Pescheria Scalone Vanvitelliano > 10-31 ottobre
RENATO D’AGOSTIN “Iter”
A cura di Claudio Composti
Direzione artistica Alessandro Giampaoli
Organizzata da MACULA – Centro Internazionale di Cultura Fotografica, in collaborazione con Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo Inaugurazione Sabato 10 ottobre h 18Centro Arti Visive Pescheria > 10 ottobre-29 novembre
ALICE SCHIVARDI Ero figlia unica
Acura di Ludovico Pratesi e Paola Ugolini
Organizzata da Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo Inaugurazione Sabato 10 ottobre h 19Sarà presente Daniele Vimini – Assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro Info T 0721 387541 pesaro@sistemamuseo.it
COMUNICATO STAMPASabato 10 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo, il grande evento che dal 2005 promuove Amaci – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, la città di Pesaro rende omaggio alla ricerca delle ultime generazioni con due mostre in apertura lo stesso giorno allo Scalone Vanvitelliano e al Centro Arti Visive Pescheria, i luoghi della cultura con Card Pesaro Cult che fanno parte dell’offerta museale del Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo.Due eventi espositivi, uno al maschile e l’altro al femminile, per conoscere i lavori di due diversi artisti di talento, ognuno con il suo percorso ma accomunati dal concetto del viaggio e dal medium fotografico.Alle 18 appuntamento in piazza del Monte allo Scalone per l’inaugurazione di Renato D’Agostin – “Iter”, a cura di Claudio Composti, la nuova mostra organizzata da Macula – Centro Internazionale di Cultura Fotografica con la direzione artistica di Alessandro Giampaoli, che continua il tema del viaggio: l’attraversamento dei luoghi e l’incontro con l’altro come conoscenza del sé, già trattato con le mostre di Michele Vino e Jacob Aue Sobol.Alle 19 si prosegue in Pescheria dove inaugura Alice Schivardi. Ero figlia unica, la prima personale dell’artista in un’istituzione pubblica italiana. A cura di Ludovico Pratesi e Paola Ugolini, la mostra di disegni a ricamo e ritratti fotografici illustra l’indagine che Alice conduce da diversi anni sulla delicata trama delle relazioni familiari, attraverso un confronto tra nuclei diversi per etnia, ceto sociale e religione.Fino al 31 ottobre, Renato D’Agostin, classe 1983, veneziano da tempo attivo a New York, presenta “Iter”, un percorso tra le immagini che hanno segnato la sua produzione fotografica degli ultimi 10 anni, in cui gli attori principali sono sempre la città e l’essere umano che la abita, in un simbiotico scambio tra la distanza e l’isolamento dei luoghi e delle figure.

Scalone Vanvitelliano – RENATO D’AGOSTIN “Iter”
Le sue visioni hanno un taglio quasi cinematografico. Lo sguardo di D’Agostin diventa il tramite per affacciarci su una realtà parallela, una realtà sotto gli occhi di tutti che sfugge tuttavia alla nostra visione quotidiana.La mostra include fotografie tratte da diversi lavori, tutti pubblicati, ma anche anticipazioni di alcuni progetti, come gli scatti a colori presentati in anteprima a Londra nel mese di maggio: Tokyo, Venezia, Etna, Acrobati e Frecce, e le nuove serie Cappadocia, Shanghai, Parigi, Los Angeles, Istanbul, Eros, Washington DC.Nota biografica – Renato D’Agostin è nato nel 1983. Inizia la sua carriera nel campo della fotografia a Venezia nel 2001. Nel 2002, viaggia attraverso le capitali dell’Europa occidentale. Dopo un periodo a Milano, dove lavora con lo studio di produzione Maison Sabbatini, si trasferisce a New York e per 6 anni è assistente del grande maestro della fotografia del XX sec. Ralph Gibson, con cui affina le tecniche di stampa in camera oscura, adottando un bianco e nero profondo come firma distintiva. Nel 2007 presenta Metropolis alla Leica Gallery di New York. Seguono altre mostre negli Stati Uniti, in Europa e Asia. I suoi lavori sono stati pubblicati in numerosi libri e alcune delle sue stampe sono entrate a far parte di collezioni pubbliche come la Library of Congress e The Phillips Collection di Washington DC, così come il Center for Creative Photography in Arizona e la Maison Europeenne de la Photographie di Parigi.
D’Agostin scatta con una Leica M6 con cui ci racconta il suo modo di vedere il mondo.Organizzazione: MACULA – Centro Internazionale di Cultura Fotografica
In collaborazione con: Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza, Sistema Museo Network: Pesaro Musei, SPAC
Patrocini: Regione Marche, Comune di Pesaro
Partner: mc2gallery Milano, AI Magazine, Greta Edizioni, BAG Photo Art GalleryScalone Vanvitelliano – Piazza del Monte – 61121 Pesaro
10 – 31 ottobre > martedì – domenica h 16.30 – 19.30 / Ingresso libero con Card Pesaro Cult
Il progetto della lombarda Schivardi (Erba 1976), in mostra fin al 29 novembre, propone una riflessione sulla natura della famiglia nella società attuale, attraverso un confronto tra nuclei familiari diversi per etnia, ceto sociale e religione. Con ognuno di essi ha avviato un rapporto che l’ha portata ad essere accettata come una componente dell’unità familiare. E l’accettazione è sancita dallo scatto fotografico in cui Alice è vestita, truccata e trasformata in una di loro.

MACULA_Cartolina_Iter_fronte_web

Centro Arti Visive Pescheria – ALICE SCHIVARDI Ero figlia unica
Il processo di relazione e di mimesi con le diverse realtà è il filo conduttore del progetto che vede l’artista trasformarsi a seconda del gruppo famigliare che la accoglie. Ogni volta un mondo a sé, fatto di tradizioni, modi di dire, dialetti e fedi ed è stupefacente constatare come Alice riesca ad entrare nel tessuto relazionale in maniera totalmente empatica.Il punto di partenza della ricerca è sempre la realtà e il materiale umano ovvero la sua storia personale, i suoi incontri, le sue relazioni, raccontati e interpretati attraverso diversi medium, non solo la fotografia, ma anche ricamo, video e audio.La sua pratica artistica è un’evoluzione dell’Arte Relazionale, teorizzata da Nicolas Bourriaud, in quanto prende in esame non solo la Storia e le Storie delle persone che incontra ma cerca di osservare, comprendere e lavorare sui diversi punti di vista, i diversi valori con cui gli individui considerano il proprio mondo.La mostra comincia sulla parete principale del Loggiato, con una serie di disegni a ricamo che costituiscono una mappatura delle emozioni vissute dall’artista in occasione degli incontri con le diverse famiglie. Nell’ex chiesa del Suffragio, si prosegue con una quadreria composta da una ventina di ritratti fotografici di dimensioni e formati differenti a seconda delle diverse provenienze culturali e identitarie delle famiglie.Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo, edito da Silvana Editoriale, con un testo inedito di Roberto Saviano, i testi dei curatori e un’intervista all’artista. Il catalogo che sarà presentato a novembre è stato realizzato grazie al generoso sostegno di Corrado e Giovanna Passera.Nota biografica – Nata ad Erba nel 1976, dopo il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, si trasferisce a Roma. Attualmente vive e lavora tra Roma e New York.Tra le sue mostre più recenti, la personale Wormholes presso il Museo di Los Sures in collaborazione con I.S.C.P a New York (USA) nel 2014 e Equazione Uno presso la galleria The Gallery Apart a Roma nel 2012. Ha partecipato a mostre collettive presso l’American Academy a Roma (2008), al Palazzo Trinci di Foligno(2014) e alla chiesa dell’Annunciata a Pesaro (2013).Con il prezioso sostegno dell’Associazione culturale Bibo’s Place
Organizzata dal Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo

Centro Arti Visive Pescheria – Corso XI settembre 184 – 61121 Pesaro
10 ottobre-29 novembre > martedì – venerdì h 17-20, sabato domenica e festivi h 10-13 / 17-20 Ingresso libero con Card Pesaro Cult
INFO T 0721 387541 www.pesaromusei.it; pesaro@sistemamuseo.it
UFF.STAMPA Alessandra Zanchi M 328 2128748 www.presszanchi.com; press.zanchi@gmail.com

info@liricigreci.it

PESCHERIA / SCALONE VANVITELLIANO – PESARO

 

Alice Schivardi_The Mahmuds

 

Sabato 10 ottobre 2015
Per la Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci, in apertura a Pesaro due mostre dedicate agli ultimi lavori di giovani artisti italiani allo Scalone Vanvitelliano e al Centro Arti Visive Pescheria Scalone Vanvitelliano > 10-31 ottobre
RENATO D’AGOSTIN “Iter”
A cura di Claudio Composti
Direzione artistica Alessandro Giampaoli
Organizzata da MACULA – Centro Internazionale di Cultura Fotografica, in collaborazione con Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo Inaugurazione Sabato 10 ottobre h 18Centro Arti Visive Pescheria > 10 ottobre-29 novembre
ALICE SCHIVARDI Ero figlia unica
Acura di Ludovico Pratesi e Paola Ugolini
Organizzata da Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo Inaugurazione Sabato 10 ottobre h 19Sarà presente Daniele Vimini – Assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro Info T 0721 387541 pesaro@sistemamuseo.it
COMUNICATO STAMPASabato 10 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo, il grande evento che dal 2005 promuove Amaci – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, la città di Pesaro rende omaggio alla ricerca delle ultime generazioni con due mostre in apertura lo stesso giorno allo Scalone Vanvitelliano e al Centro Arti Visive Pescheria, i luoghi della cultura con Card Pesaro Cult che fanno parte dell’offerta museale del Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo.Due eventi espositivi, uno al maschile e l’altro al femminile, per conoscere i lavori di due diversi artisti di talento, ognuno con il suo percorso ma accomunati dal concetto del viaggio e dal medium fotografico.Alle 18 appuntamento in piazza del Monte allo Scalone per l’inaugurazione di Renato D’Agostin – “Iter”, a cura di Claudio Composti, la nuova mostra organizzata da Macula – Centro Internazionale di Cultura Fotografica con la direzione artistica di Alessandro Giampaoli, che continua il tema del viaggio: l’attraversamento dei luoghi e l’incontro con l’altro come conoscenza del sé, già trattato con le mostre di Michele Vino e Jacob Aue Sobol.Alle 19 si prosegue in Pescheria dove inaugura Alice Schivardi. Ero figlia unica, la prima personale dell’artista in un’istituzione pubblica italiana. A cura di Ludovico Pratesi e Paola Ugolini, la mostra di disegni a ricamo e ritratti fotografici illustra l’indagine che Alice conduce da diversi anni sulla delicata trama delle relazioni familiari, attraverso un confronto tra nuclei diversi per etnia, ceto sociale e religione.Fino al 31 ottobre, Renato D’Agostin, classe 1983, veneziano da tempo attivo a New York, presenta “Iter”, un percorso tra le immagini che hanno segnato la sua produzione fotografica degli ultimi 10 anni, in cui gli attori principali sono sempre la città e l’essere umano che la abita, in un simbiotico scambio tra la distanza e l’isolamento dei luoghi e delle figure.

Scalone Vanvitelliano – RENATO D’AGOSTIN “Iter”
Le sue visioni hanno un taglio quasi cinematografico. Lo sguardo di D’Agostin diventa il tramite per affacciarci su una realtà parallela, una realtà sotto gli occhi di tutti che sfugge tuttavia alla nostra visione quotidiana.La mostra include fotografie tratte da diversi lavori, tutti pubblicati, ma anche anticipazioni di alcuni progetti, come gli scatti a colori presentati in anteprima a Londra nel mese di maggio: Tokyo, Venezia, Etna, Acrobati e Frecce, e le nuove serie Cappadocia, Shanghai, Parigi, Los Angeles, Istanbul, Eros, Washington DC.Nota biografica – Renato D’Agostin è nato nel 1983. Inizia la sua carriera nel campo della fotografia a Venezia nel 2001. Nel 2002, viaggia attraverso le capitali dell’Europa occidentale. Dopo un periodo a Milano, dove lavora con lo studio di produzione Maison Sabbatini, si trasferisce a New York e per 6 anni è assistente del grande maestro della fotografia del XX sec. Ralph Gibson, con cui affina le tecniche di stampa in camera oscura, adottando un bianco e nero profondo come firma distintiva. Nel 2007 presenta Metropolis alla Leica Gallery di New York. Seguono altre mostre negli Stati Uniti, in Europa e Asia. I suoi lavori sono stati pubblicati in numerosi libri e alcune delle sue stampe sono entrate a far parte di collezioni pubbliche come la Library of Congress e The Phillips Collection di Washington DC, così come il Center for Creative Photography in Arizona e la Maison Europeenne de la Photographie di Parigi.
D’Agostin scatta con una Leica M6 con cui ci racconta il suo modo di vedere il mondo.Organizzazione: MACULA – Centro Internazionale di Cultura Fotografica
In collaborazione con: Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza, Sistema Museo Network: Pesaro Musei, SPAC
Patrocini: Regione Marche, Comune di Pesaro
Partner: mc2gallery Milano, AI Magazine, Greta Edizioni, BAG Photo Art GalleryScalone Vanvitelliano – Piazza del Monte – 61121 Pesaro
10 – 31 ottobre > martedì – domenica h 16.30 – 19.30 / Ingresso libero con Card Pesaro Cult
Il progetto della lombarda Schivardi (Erba 1976), in mostra fin al 29 novembre, propone una riflessione sulla natura della famiglia nella società attuale, attraverso un confronto tra nuclei familiari diversi per etnia, ceto sociale e religione. Con ognuno di essi ha avviato un rapporto che l’ha portata ad essere accettata come una componente dell’unità familiare. E l’accettazione è sancita dallo scatto fotografico in cui Alice è vestita, truccata e trasformata in una di loro.

MACULA_Cartolina_Iter_fronte_web

Centro Arti Visive Pescheria – ALICE SCHIVARDI Ero figlia unica
Il processo di relazione e di mimesi con le diverse realtà è il filo conduttore del progetto che vede l’artista trasformarsi a seconda del gruppo famigliare che la accoglie. Ogni volta un mondo a sé, fatto di tradizioni, modi di dire, dialetti e fedi ed è stupefacente constatare come Alice riesca ad entrare nel tessuto relazionale in maniera totalmente empatica.Il punto di partenza della ricerca è sempre la realtà e il materiale umano ovvero la sua storia personale, i suoi incontri, le sue relazioni, raccontati e interpretati attraverso diversi medium, non solo la fotografia, ma anche ricamo, video e audio.La sua pratica artistica è un’evoluzione dell’Arte Relazionale, teorizzata da Nicolas Bourriaud, in quanto prende in esame non solo la Storia e le Storie delle persone che incontra ma cerca di osservare, comprendere e lavorare sui diversi punti di vista, i diversi valori con cui gli individui considerano il proprio mondo.La mostra comincia sulla parete principale del Loggiato, con una serie di disegni a ricamo che costituiscono una mappatura delle emozioni vissute dall’artista in occasione degli incontri con le diverse famiglie. Nell’ex chiesa del Suffragio, si prosegue con una quadreria composta da una ventina di ritratti fotografici di dimensioni e formati differenti a seconda delle diverse provenienze culturali e identitarie delle famiglie.Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo, edito da Silvana Editoriale, con un testo inedito di Roberto Saviano, i testi dei curatori e un’intervista all’artista. Il catalogo che sarà presentato a novembre è stato realizzato grazie al generoso sostegno di Corrado e Giovanna Passera.Nota biografica – Nata ad Erba nel 1976, dopo il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, si trasferisce a Roma. Attualmente vive e lavora tra Roma e New York.Tra le sue mostre più recenti, la personale Wormholes presso il Museo di Los Sures in collaborazione con I.S.C.P a New York (USA) nel 2014 e Equazione Uno presso la galleria The Gallery Apart a Roma nel 2012. Ha partecipato a mostre collettive presso l’American Academy a Roma (2008), al Palazzo Trinci di Foligno(2014) e alla chiesa dell’Annunciata a Pesaro (2013).Con il prezioso sostegno dell’Associazione culturale Bibo’s Place
Organizzata dal Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo

Centro Arti Visive Pescheria – Corso XI settembre 184 – 61121 Pesaro
10 ottobre-29 novembre > martedì – venerdì h 17-20, sabato domenica e festivi h 10-13 / 17-20 Ingresso libero con Card Pesaro Cult
INFO T 0721 387541 www.pesaromusei.it; pesaro@sistemamuseo.it
UFF.STAMPA Alessandra Zanchi M 328 2128748 www.presszanchi.com; press.zanchi@gmail.com

info@liricigreci.it

PESCHERIA / SCALONE VANVITELLIANO – PESARO

 

Alice Schivardi_The Mahmuds

 

Sabato 10 ottobre 2015
Per la Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci, in apertura a Pesaro due mostre dedicate agli ultimi lavori di giovani artisti italiani allo Scalone Vanvitelliano e al Centro Arti Visive Pescheria Scalone Vanvitelliano > 10-31 ottobre
RENATO D’AGOSTIN “Iter”
A cura di Claudio Composti
Direzione artistica Alessandro Giampaoli
Organizzata da MACULA – Centro Internazionale di Cultura Fotografica, in collaborazione con Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo Inaugurazione Sabato 10 ottobre h 18Centro Arti Visive Pescheria > 10 ottobre-29 novembre
ALICE SCHIVARDI Ero figlia unica
Acura di Ludovico Pratesi e Paola Ugolini
Organizzata da Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo Inaugurazione Sabato 10 ottobre h 19Sarà presente Daniele Vimini – Assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro Info T 0721 387541 pesaro@sistemamuseo.it
COMUNICATO STAMPASabato 10 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo, il grande evento che dal 2005 promuove Amaci – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, la città di Pesaro rende omaggio alla ricerca delle ultime generazioni con due mostre in apertura lo stesso giorno allo Scalone Vanvitelliano e al Centro Arti Visive Pescheria, i luoghi della cultura con Card Pesaro Cult che fanno parte dell’offerta museale del Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo.Due eventi espositivi, uno al maschile e l’altro al femminile, per conoscere i lavori di due diversi artisti di talento, ognuno con il suo percorso ma accomunati dal concetto del viaggio e dal medium fotografico.Alle 18 appuntamento in piazza del Monte allo Scalone per l’inaugurazione di Renato D’Agostin – “Iter”, a cura di Claudio Composti, la nuova mostra organizzata da Macula – Centro Internazionale di Cultura Fotografica con la direzione artistica di Alessandro Giampaoli, che continua il tema del viaggio: l’attraversamento dei luoghi e l’incontro con l’altro come conoscenza del sé, già trattato con le mostre di Michele Vino e Jacob Aue Sobol.Alle 19 si prosegue in Pescheria dove inaugura Alice Schivardi. Ero figlia unica, la prima personale dell’artista in un’istituzione pubblica italiana. A cura di Ludovico Pratesi e Paola Ugolini, la mostra di disegni a ricamo e ritratti fotografici illustra l’indagine che Alice conduce da diversi anni sulla delicata trama delle relazioni familiari, attraverso un confronto tra nuclei diversi per etnia, ceto sociale e religione.Fino al 31 ottobre, Renato D’Agostin, classe 1983, veneziano da tempo attivo a New York, presenta “Iter”, un percorso tra le immagini che hanno segnato la sua produzione fotografica degli ultimi 10 anni, in cui gli attori principali sono sempre la città e l’essere umano che la abita, in un simbiotico scambio tra la distanza e l’isolamento dei luoghi e delle figure.

Scalone Vanvitelliano – RENATO D’AGOSTIN “Iter”
Le sue visioni hanno un taglio quasi cinematografico. Lo sguardo di D’Agostin diventa il tramite per affacciarci su una realtà parallela, una realtà sotto gli occhi di tutti che sfugge tuttavia alla nostra visione quotidiana.La mostra include fotografie tratte da diversi lavori, tutti pubblicati, ma anche anticipazioni di alcuni progetti, come gli scatti a colori presentati in anteprima a Londra nel mese di maggio: Tokyo, Venezia, Etna, Acrobati e Frecce, e le nuove serie Cappadocia, Shanghai, Parigi, Los Angeles, Istanbul, Eros, Washington DC.Nota biografica – Renato D’Agostin è nato nel 1983. Inizia la sua carriera nel campo della fotografia a Venezia nel 2001. Nel 2002, viaggia attraverso le capitali dell’Europa occidentale. Dopo un periodo a Milano, dove lavora con lo studio di produzione Maison Sabbatini, si trasferisce a New York e per 6 anni è assistente del grande maestro della fotografia del XX sec. Ralph Gibson, con cui affina le tecniche di stampa in camera oscura, adottando un bianco e nero profondo come firma distintiva. Nel 2007 presenta Metropolis alla Leica Gallery di New York. Seguono altre mostre negli Stati Uniti, in Europa e Asia. I suoi lavori sono stati pubblicati in numerosi libri e alcune delle sue stampe sono entrate a far parte di collezioni pubbliche come la Library of Congress e The Phillips Collection di Washington DC, così come il Center for Creative Photography in Arizona e la Maison Europeenne de la Photographie di Parigi.
D’Agostin scatta con una Leica M6 con cui ci racconta il suo modo di vedere il mondo.Organizzazione: MACULA – Centro Internazionale di Cultura Fotografica
In collaborazione con: Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza, Sistema Museo Network: Pesaro Musei, SPAC
Patrocini: Regione Marche, Comune di Pesaro
Partner: mc2gallery Milano, AI Magazine, Greta Edizioni, BAG Photo Art GalleryScalone Vanvitelliano – Piazza del Monte – 61121 Pesaro
10 – 31 ottobre > martedì – domenica h 16.30 – 19.30 / Ingresso libero con Card Pesaro Cult
Il progetto della lombarda Schivardi (Erba 1976), in mostra fin al 29 novembre, propone una riflessione sulla natura della famiglia nella società attuale, attraverso un confronto tra nuclei familiari diversi per etnia, ceto sociale e religione. Con ognuno di essi ha avviato un rapporto che l’ha portata ad essere accettata come una componente dell’unità familiare. E l’accettazione è sancita dallo scatto fotografico in cui Alice è vestita, truccata e trasformata in una di loro.

MACULA_Cartolina_Iter_fronte_web

Centro Arti Visive Pescheria – ALICE SCHIVARDI Ero figlia unica
Il processo di relazione e di mimesi con le diverse realtà è il filo conduttore del progetto che vede l’artista trasformarsi a seconda del gruppo famigliare che la accoglie. Ogni volta un mondo a sé, fatto di tradizioni, modi di dire, dialetti e fedi ed è stupefacente constatare come Alice riesca ad entrare nel tessuto relazionale in maniera totalmente empatica.Il punto di partenza della ricerca è sempre la realtà e il materiale umano ovvero la sua storia personale, i suoi incontri, le sue relazioni, raccontati e interpretati attraverso diversi medium, non solo la fotografia, ma anche ricamo, video e audio.La sua pratica artistica è un’evoluzione dell’Arte Relazionale, teorizzata da Nicolas Bourriaud, in quanto prende in esame non solo la Storia e le Storie delle persone che incontra ma cerca di osservare, comprendere e lavorare sui diversi punti di vista, i diversi valori con cui gli individui considerano il proprio mondo.La mostra comincia sulla parete principale del Loggiato, con una serie di disegni a ricamo che costituiscono una mappatura delle emozioni vissute dall’artista in occasione degli incontri con le diverse famiglie. Nell’ex chiesa del Suffragio, si prosegue con una quadreria composta da una ventina di ritratti fotografici di dimensioni e formati differenti a seconda delle diverse provenienze culturali e identitarie delle famiglie.Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo, edito da Silvana Editoriale, con un testo inedito di Roberto Saviano, i testi dei curatori e un’intervista all’artista. Il catalogo che sarà presentato a novembre è stato realizzato grazie al generoso sostegno di Corrado e Giovanna Passera.Nota biografica – Nata ad Erba nel 1976, dopo il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, si trasferisce a Roma. Attualmente vive e lavora tra Roma e New York.Tra le sue mostre più recenti, la personale Wormholes presso il Museo di Los Sures in collaborazione con I.S.C.P a New York (USA) nel 2014 e Equazione Uno presso la galleria The Gallery Apart a Roma nel 2012. Ha partecipato a mostre collettive presso l’American Academy a Roma (2008), al Palazzo Trinci di Foligno(2014) e alla chiesa dell’Annunciata a Pesaro (2013).Con il prezioso sostegno dell’Associazione culturale Bibo’s Place
Organizzata dal Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo

Centro Arti Visive Pescheria – Corso XI settembre 184 – 61121 Pesaro
10 ottobre-29 novembre > martedì – venerdì h 17-20, sabato domenica e festivi h 10-13 / 17-20 Ingresso libero con Card Pesaro Cult
INFO T 0721 387541 www.pesaromusei.it; pesaro@sistemamuseo.it
UFF.STAMPA Alessandra Zanchi M 328 2128748 www.presszanchi.com; press.zanchi@gmail.com

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