Inverno (viola violetta)

Tastare i segni della vita
volle l’eletto alla visione
della rosa contro fitto
quel grigio a strapiombo
su dal cielo. Mancavano
coraggio e abbandono al silenzio
del momento, la legna
nel fuoco che parla a sé
di chi la guarda. Mancava
la novella dell’amata.
Gelava anche il nero della valle
che dall’occhio usciva vinta
tra l’angolo e la fuga d’una viola.

Viola violetta non c’è rivolta
che in te consumi quest’assenza
ferita dal sangue della voce.

Federica D’Amato

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