Givone, il contributo della religione al senso della vita

Una frase assertiva che suona provocatoria per il nostro tempo è stata posta a titolo dell’ultimo libro di Sergio Givone: Quant’è vero Dio, e il sottotitolo continua nella provocazione: perché non possiamo fare a meno della religione, ma il contenuto
del volume mostra che non si tratta di una semplice provocazione, bensì di un articolato
invito a misurarsi con la religione in rapporto alla domanda esistenziale per eccellenza, vale a dire ha senso la vita?, una domanda che si colloca “sul piano che gli è proprio
e cioè sul piano della religione”, perché “la religione è l’ultima difesa della libertà”,
tant’è che il ritorno alla religione è necessario al fine di contrastare il totalitarismo,
di “fronteggiare il totalitarismo in tutte le sue forme –totalitarismo in senso politico,
ma prima ancora in senso etico, e soprattutto in senso letterale, dove si tratta
del pensiero unico e a una sola dimensione, autentica minaccia totalitaria per l’epoca che credeva di essersi lasciata i totalitarismi alle spalle”.

A questa impostazione s’ispirerà il terzo incontro al Teatro Sperimentale dedicato
al senso della vita per la 23^ edizione de Le parole della filosofia,
la fortunata rassegna al centro del Festival del pensiero plurale, ideato e diretto
da Giancarlo Galeazzi.
Dopo il successo dei primi due appuntamenti con Vito Mancuso e con Ivano Dionigi
i quali hanno riflettuto rispettivamente sul pensiero e sul dialogo come vie di accesso
al senso della vita, c’è attesa per questo incontro dedicato alla Religione che si terrà lunedì 8 aprile alle ore 21 e vedrà protagonista uno dei maggiori filosofi italiani. Professore emerito all’Università di Firenze, dove è stato ordinario di Estetica
e pro-rettore, Sergio Givone è esponente di un nuovo pensiero tragico e autore
dei volumi: Prima lezione di estetica del 1995 e Storia del nulla del 2001 (pubblicati
da Laterza) e scrittore di opere di narrativa a valenza anche filosofica: Favola delle cose ultime del 1998, Nel nome di un dio barbaro del 2002 e Non c’è più tempo del 2008 (tutti pubblicati da Einaudi).

Sergio Givone

Come gli altri appuntamenti de Le parole della filosofia anche questo vuole essere
una occasione per esercitare il pensiero su una questione cruciale nel nostro tempo (come la religione in rapporto al senso della vita), e di farlo insieme con un autore,
di cui è bene approfondire la concezione filosofica; a tal fine possono servire
in particolare due volumi a carattere autobiografico: Il bene di vivere del 2011 (Morcelliana) e I sentieri della filosofia del 2015 (Rosenberg & Sellier), dove viene chiarito che ogni discorso filosofico autentico è caratterizzato dalla tensione tra mito
e logo, in quanto ci sono cose che hanno bisogno del logo, per essere comprese,
e cose che hanno bisogno del mito, per essere dette; così la filosofia continuamente
si alimenta di quel pensiero tragico che interpreta rivelando l’intreccio profondo
tra filosofia, etica ed estetica.

Il che ritorna anche nel libro che sarà oggetto del prossimo appuntamento
allo Sperimentale di Ancona, e che si può riassumere dicendo che nel cuore
della religione c’è qualcosa che ci appartiene, una domanda tanto contestabile
quanto difficilmente sopprimibile: che senso ha la vita.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.

23 edizione Festival del Pensiero Plurale. Le parole della filosofia

 

L’ incontro sarà anticipato da un aperitivo al costo di 5€ nel foyer del teatro, curato
dal Caffè del Teatro, a partire dalle ore 19.30.

 

Debate, sui latini e il senso della vita

Festival del Pensiero Plurale. Il senso della vita

Appuntamento mattutino della 23esima edizione de Le parole della filosofia con
gli studenti della classe 5A del liceo scientifico Savoia-Benincasa.
Lunedì 8 aprile, ore 10-12, i ragazzi confronteranno due concezioni della vita come l’epicureismo e lo stoicismo sulla base del dialogo tra Lucrezio e Seneca, oggetto
della seconda parte del libro di Ivano Dionigi, Quando la vita ti viene a trovare (Laterza 2018).
Hanno coordinato l’attività di preparazione del Debate i professori: Daniela Di Bari e Michele Gabbanelli, docenti dell’IIS Savoia Benincasa e membri della Commissione Avanguardie Educative (gruppo di lavoro sul Debate), e Maria Cristina Santini e Lorella Meleti, docenti rispettivamente di Lettere e Latino e di Filosofia e Storia
della classe coinvolta.
Partecipano come  spettatori gli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico
dell’IIS “Savoia Benincasa”.

 

Il senso della vita postcard