Le parole della filosofia 2020 | TRAILER

Festival del Pensiero Plurale
LE PAROLE DELLA FILOSOFIA
da febbraio a maggio 2020

“La filosofia non è una disciplina (sebbene sia stata in parte istituzionalizzata), non è un sapere specialistico, né un mestiere, né un’occupazione. Vaga qui e là, anche sulla pubblica piazza, in forme diverse, travestimenti molteplici.”(Donatella Di Cesare, Sulla vocazione politica della filosofia, Bollati Boringhieri, 2018, p. 75)

Tutti gli incontri sono ad INGRESSO LIBERO

Ideazione e direzione
Giancarlo Galeazzi, presidente onorario SFI di Ancona

Consulenza artistica
Simona Lisi

Relazioni esterne
Francesca Di Giorgio

Collaborazione giornalistica
Federica Zandri

Video
Andrea Veramonti

Riprese e montaggi
Daniele Pazzaglia

Ufficio Stampa Comune di Ancona
telefono 071 222 23 25
federica.zandri@comune.ancona.it

Concept creativo e Comunicazione
Lirici Greci design consultancy
info@liricigreci.itwww.liricigreci.it

Info e contatti
Mobile 338 592 62 27
galeazzigiancarlo@gmail.com
parolefilosofia@gmail.com
Lirici Greci
338 5809611 / info@liricigreci.it

Organizzazione
Associazione Culturale Ventottozerosei
ventottozero6@gmail.comwww.ventottozerosei.it
Teatro Sperimentale “Lirio Arena”
Ancona – Via Redipuglia 57
telefono 071 54390

Prima degli INCONTRI CON I FILOSOFI nel foyer del Teatro Sperimentale sarà attivo il servizio bar dalle 19.00 con aperitivo creato appositamente per il Festival al costo di 5 euro a cura di CAFFÈ DEL TEATRO

Bookshop a cura della LIBRERIA FOGOLA “dal 1898” di Ancona

ORGANIZZAZIONE
Associazione Ventottozerosei- ancona

Comune di Ancona
In collaborazione con
SFI -Società Filosofica Italiana – sezione di Ancona
Università Politecnica delle Marche

PLURALITÀ POSSIBILI

Festival del Pensiero Plurale
LE PAROLE DELLA FILOSOFIA
da febbraio a maggio 2020

“La filosofia non è una disciplina (sebbene sia stata in parte istituzionalizzata), non è un sapere specialistico, né un mestiere, né un’occupazione. Vaga qui e là, anche sulla pubblica piazza, in forme diverse, travestimenti molteplici.”(Donatella Di Cesare, Sulla vocazione politica della filosofia, Bollati Boringhieri, 2018, p. 75)

Nell’attuale temperie sociale e culturale il Festival del Pensiero plurale 2020 vuole invitare a riflettere su “Pluralità possibili” per reagire sia al pensiero unico sia alla decadenza valoriale. Da qui l’indicazione di alcuni “stili di civiltà”, oggetto di quattro Incontri con i filosofi: Giulio Giorello, Stefano Zecchi, Giacomo Marramao e Elena Pulcini i quali indicano rispettivamente l’”ironia” come arma civile, l’”utopia” come progetto culturale, il “mondo” come orizzonte globale e la “cura” come metodologia relazionale. In parallelo, la Scuola di filosofia di Giancarlo Galeazzi sollecita a ripensare tre ideali: la “libertà” come principio enfatizzato o valore equivocato, la “uguaglianza” come promessa disattesa o esigenza fraintesa, e la “fraternità” come principio dimenticato o aspirazione trascurata. Oltre a queste due sezioni, la 24^ edizione de “Le parole della filosofia” presenta due appuntamenti: quello con Embodyed Philosophy di Simona Lisi su “Dall’uno ai molti” e quello con il Debate filosofico degli studenti del Liceo scientifico su “Utilità o inutilità della filosofia?”.

Dunque, accanto ai due cicli (gli Incontri con i filosofi e la Scuola di filosofia), che fin dall’inizio hanno caratterizzato la rassegna, si sono successivamente aggiunti prima una originale sperimentazione filosofica di una danzatrice, poi un dibattito filosofico degli studenti su un tema, allo scopo di aprire la storica rassegna ai giovani, rendendoli protagonisti di alcuni momenti di riflessione filosofica. Con il mix di continuità e innovazione si vuole mostrare come la filosofia coinvolga da un punto di vista intergenerazionale: un rapporto, questo, che proprio nel nostro tempo ha bisogno di essere rinnovato e rinsaldato. Dalla struttura della rassegna emerge che approcci e paradigmi diversi costituiscono un modo efficace di declinare il pensiero, che è plurale o non è. Si evidenzia così che la filosofia favorisce strutturalmente il pluralismo di metodo e di merito; il che appare anche più necessario quando la congiuntura è tale da metterlo a rischio. 

Il fatto che la fortunata rassegna “Le parole della filosofia” (una delle prime in Italia) sia presente ad Ancona da ben 24 anni in continuità e con successo dice chiaramente che la filosofia può essere luogo privilegiato di socializzazione e di riflessione, capace di rispondere alle istanze di conversazione e di discussione, di disputa e di dialogo. A questa funzione civile della filosofia richiama il Festival del pensiero plurale: un pensiero critico e creativo, esigente e includente, tant’è che “Le parole della filosofia” costituiscono oggi ad Ancona (e non solo) una manifestazione culturale molto attesa e partecipata, grazie anche a un team collaudato che permette di presentare un prodotto filosofico di qualità, apprezzato non solo in città, ma anche a livello regionale e nazionale. Per tutto questo, il Comune di Ancona l’ha sostenuta fin dall’inizio.

Paolo Marasca, assessore alla cultura del Comune di Ancona

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Givone, il contributo della religione al senso della vita

Una frase assertiva che suona provocatoria per il nostro tempo è stata posta a titolo dell’ultimo libro di Sergio Givone: Quant’è vero Dio, e il sottotitolo continua nella provocazione: perché non possiamo fare a meno della religione, ma il contenuto
del volume mostra che non si tratta di una semplice provocazione, bensì di un articolato
invito a misurarsi con la religione in rapporto alla domanda esistenziale per eccellenza, vale a dire ha senso la vita?, una domanda che si colloca “sul piano che gli è proprio
e cioè sul piano della religione”, perché “la religione è l’ultima difesa della libertà”,
tant’è che il ritorno alla religione è necessario al fine di contrastare il totalitarismo,
di “fronteggiare il totalitarismo in tutte le sue forme –totalitarismo in senso politico,
ma prima ancora in senso etico, e soprattutto in senso letterale, dove si tratta
del pensiero unico e a una sola dimensione, autentica minaccia totalitaria per l’epoca che credeva di essersi lasciata i totalitarismi alle spalle”.

A questa impostazione s’ispirerà il terzo incontro al Teatro Sperimentale dedicato
al senso della vita per la 23^ edizione de Le parole della filosofia,
la fortunata rassegna al centro del Festival del pensiero plurale, ideato e diretto
da Giancarlo Galeazzi.
Dopo il successo dei primi due appuntamenti con Vito Mancuso e con Ivano Dionigi
i quali hanno riflettuto rispettivamente sul pensiero e sul dialogo come vie di accesso
al senso della vita, c’è attesa per questo incontro dedicato alla Religione che si terrà lunedì 8 aprile alle ore 21 e vedrà protagonista uno dei maggiori filosofi italiani. Professore emerito all’Università di Firenze, dove è stato ordinario di Estetica
e pro-rettore, Sergio Givone è esponente di un nuovo pensiero tragico e autore
dei volumi: Prima lezione di estetica del 1995 e Storia del nulla del 2001 (pubblicati
da Laterza) e scrittore di opere di narrativa a valenza anche filosofica: Favola delle cose ultime del 1998, Nel nome di un dio barbaro del 2002 e Non c’è più tempo del 2008 (tutti pubblicati da Einaudi).

Sergio Givone

Come gli altri appuntamenti de Le parole della filosofia anche questo vuole essere
una occasione per esercitare il pensiero su una questione cruciale nel nostro tempo (come la religione in rapporto al senso della vita), e di farlo insieme con un autore,
di cui è bene approfondire la concezione filosofica; a tal fine possono servire
in particolare due volumi a carattere autobiografico: Il bene di vivere del 2011 (Morcelliana) e I sentieri della filosofia del 2015 (Rosenberg & Sellier), dove viene chiarito che ogni discorso filosofico autentico è caratterizzato dalla tensione tra mito
e logo, in quanto ci sono cose che hanno bisogno del logo, per essere comprese,
e cose che hanno bisogno del mito, per essere dette; così la filosofia continuamente
si alimenta di quel pensiero tragico che interpreta rivelando l’intreccio profondo
tra filosofia, etica ed estetica.

Il che ritorna anche nel libro che sarà oggetto del prossimo appuntamento
allo Sperimentale di Ancona, e che si può riassumere dicendo che nel cuore
della religione c’è qualcosa che ci appartiene, una domanda tanto contestabile
quanto difficilmente sopprimibile: che senso ha la vita.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.

23 edizione Festival del Pensiero Plurale. Le parole della filosofia

 

L’ incontro sarà anticipato da un aperitivo al costo di 5€ nel foyer del teatro, curato
dal Caffè del Teatro, a partire dalle ore 19.30.

 

Debate, sui latini e il senso della vita

Festival del Pensiero Plurale. Il senso della vita

Appuntamento mattutino della 23esima edizione de Le parole della filosofia con
gli studenti della classe 5A del liceo scientifico Savoia-Benincasa.
Lunedì 8 aprile, ore 10-12, i ragazzi confronteranno due concezioni della vita come l’epicureismo e lo stoicismo sulla base del dialogo tra Lucrezio e Seneca, oggetto
della seconda parte del libro di Ivano Dionigi, Quando la vita ti viene a trovare (Laterza 2018).
Hanno coordinato l’attività di preparazione del Debate i professori: Daniela Di Bari e Michele Gabbanelli, docenti dell’IIS Savoia Benincasa e membri della Commissione Avanguardie Educative (gruppo di lavoro sul Debate), e Maria Cristina Santini e Lorella Meleti, docenti rispettivamente di Lettere e Latino e di Filosofia e Storia
della classe coinvolta.
Partecipano come  spettatori gli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico
dell’IIS “Savoia Benincasa”.

 

Il senso della vita postcard