Natalie sulla vetta di Le monde!

Reportage pluripremiati da Est Europa e Russia. Poi l’idea in una notte di gennaio: candidarsi alla direzione. Così Natalie Nougayrède, 46 anni, oggi, a 46 anni, è la prima donna a dirigere Le Monde , con l’incarico di traghettare il giornale verso un destino sempre più numerico. Anche se lei sente di appartenere alla generazione di giornalisti che fatica a liberarsi della carta stampata.

È una bella ragazza dai colori nordici che, dal primo marzo, ogni mattina si sveglia alle cinque, appena si accenna alla sua vita privata il suo viso avvampa.

Dov’era la sua timidezza  quando in una notte di gennaio scrisse la lettera di candidatura alla direzione di uno dei più importanti quotidiani d’Europa? “Ho avuto voglia di una svolta. . “La decisione di fare una scelta radicale, audace, inattesa. Sapere che ero capace di farla. La voglia di difendere questo giornale. Lo dico senza problemi: ho un vero patriottismo d’impresa verso Le Monde. Per questo mi sono disinibita, anche se avevo mille ragioni per non scriverla, quella lettera: nessuna esperienza in management, una carriera più sul campo che in redazione. Mi rendo conto di tutte queste cose, sono una persona lucida. Ma, mi sono detta, gli inconvenienti potrebbero diventare un vantaggio e con un po’ di carattere, un po’ di determinazione, mi posso lanciare nell’avventura.”

Più che un’avventura, un’impresa titanica nella quale  Natalie Nougayrède è in buona compagnia, poiché la scomparsa della carta stampata vaticinata anni fa dal New York Times investe i direttori dei giornali di tutto il mondo. A tutti è chiaro che Internet è la vera, possibile, forse unica edicola del futuro. La neo direttrice è arrivata proprio quando Le Monde stava iniziando a puntare sul digitale mobile e ad aprirsi a nuovi campi economici.
Lei ha cominciato così. Il suo primo articolo in assoluto, apparso nell’89 su Libération, era un’intervista a un pastore romeno che si era battuto contro il regime di Ceausescu.

Come si fa a mantenersi distanti dal potere quando i proprietari del giornale che lei dirige sono un banchiere , un industriale delle telecomunicazioni e l’ex amministratore delegato della Yves Saint-Laurent ? “Nel mio percorso professionale sono stata ossessionata dall’indipendenza e dall’ambizione di un giornalismo di qualità. Qualità e rigore sono le parole chiave del mio modo di fare questo mestiere.

Pierre Bergé si è indignato per la scelta di ospitare una pagina pubblicitaria contro il “matrimonio per tutti”, quello tra omosessuali, lui che aveva appoggiato da sinistra la legge Toubira. “Non se l’è presa con me: si è espresso pubblicamente. Le Monde è sempre stato d’accordo con la posizione di Bergé verso il mariage pour tous, ma un giornale indipendente ospita anche una voce contraria. Lo ripeto: ognuno stia nel suo ruolo”.  Dopo tre mesi ha capito quale è il suo? “Lo affronto giorno per giorno con umiltà, cercando di essere all’ascolto. Non costruisco  il giornale tutti i giorni, scrivo più o meno un editoriale alla settimana. Passo da un incontro, da una riunione all’altra. Ho un gruppo di direttori straordinario (Vincent Giret condirettore, Michel Guerrin e Rémy Ourdan vicedirettori) del quale mi fido completamente. Diciamo che per gli anni a venire mi sono data una missione: preservare l’altissima qualità dell’informazione di Le Monde, mantenerne l’indipendenza e consolidarne il modello economico mirando al digitale. Queste sono le tre sfide”.
E il resto della vita, signora Nougayrède? Rosso fuoco. Un sorriso appena accennato, lo sguardo a terra. “È questa, la vita”.

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