Nota dell’autore

Il progetto nasce da una sensazione di “mancanza”,
quella di non aver ripreso almeno una delle opere pubbliche
anconetane di Valeriano Trubbiani, nella mia mostra
“Ancona città scura, storia  di pietra e luce”,
realizzata alla Mole Vanvitelliana nel 2012.

Sento il bisogno di utilizzare le mie foto per ripagarlo
del contributo che ha dato alla comunità.
E’ un viaggio in una mostra già pubblica, a disposizione di tutti,
attraverso il mio sguardo sulle sue opere urbane,
che costituiscono un tesoro dell’arte sua e della nostra bellezza.

 

Corrado Maggi

 

 

Questa sera allo showroom Contemporaneo
11.11 h 17.30 CineTrubbiani
proiezione di immagini dedicate a Valeriano Trubbiani

 

Corrado Maggi

E’ nato ad Ancona nel 1965, dove vive e lavora.
Si occupa di fotografia da molti anni, nel corso dei quali ha partecipato a vari concorsi nazionali e internazionali. Autodidatta, si avvicina alla fotografia studiando su libri e riviste specializzate e seguendo la passione di suo zio, fotografo professionista.

L’amore per l’arte e l’osservazione del bello sono gli elementi più significativi della sua crescita artistica, così come le opere dei grandi fotografi: da Cartier Bresson, Kertész, Erwitt, Mulas, Giacomelli, Ghirri, arrivando a Gianni Berengo Gardin.
Lo scontro continuo tra la parte artistica e irrequieta della sua personalità con quella razionale, trova nella fotografia in bianco e nero, tecnica congeniale e più matura, lo sbocco ideale per realizzare artisticamente la propria passione: raccontare storie tramite l’immagine e le immagini.

 

Mostre

 

2001 Altrove, Atelier De Angelis, Ancona

2002-2009 mostra itinerante Cuba3, dentro la revolucion
Mostra monografica su Cuba: un viaggio in bianco e nero, sguardi sulle cose quotidiane
2002 Palazzo Camerata, Ancona
2003 Circolo culturale Vini e Oli, Pescara
2005 Galleria Contemporaneo, Mestre
2005 Centro Civico Baccarano, Bologna
2006 Circolo Arci Bolognesi, Ferrara

2006 Ancona, città di confine. Trenta immagini per il volto inedito di una città, accompagnate dalla parola lirica di Luca Pieralisi
2006 Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche, Ancona
2009 Adriatico Mediterraneo, Mole Vanvitelliana, Ancona

2012 Ancona: città scura, storie di pietra e luce. Ispirata dalle suggestioni di un verso di Franco Scataglini tratto da Voce senza figura:
“In ‘sta conca de vechi/ muri de cita’ scura,/ chi te porta ai orechi,/ voce senza figura?”
Con l’aiuto dei testi poetici di Luca Pieralisi una mostra sulla città,.
Mole Vanvitelliana, Comune di Ancona, Assessorato alla Cultura

2012 Altered State of Reality. Mostra fotografica collettiva
Agora Gallery, New York, Chelsea District

2014 Ancona terza. Con l’aiuto dei testi di Luca Pieralisi
Mole Vanvitelliana, Comune di Ancona, Assessorato alla Cultura

 

 

Pubblicazioni

 

2001 Ankon III del Comune di Ancona

Dal 2001 collabora con le riviste istituzionali e culturali del Comune di Ancona:
Il Comune di Ancona e nostro lunedì
2002 numero speciale di Ulisse, periodico Alitalia

Progetti, riviste di architettura
Progetti n.19/Ancona, edizioni Quid, Pesaro, dicembre 2006
Progetti n.01/Pescara, edizioni Quid, Pesaro, ottobre 2007

Copertine per lo scrittore Luca Pieralisi
Storie di persone, luoghi e (pochi) animali, edizioni Boopen, 2007
La precarietà dell’amore, edizioni Boopen, 2010
Ha chiamato il futuro… Dice che è in ritardo, edizioni Phasar, 2011

2011 pubblicazione di nove dittici fotografici in Microcities. Ipo/tesi di rigenerazione urbana di G. Mondaini, edizione Alinea, Firenze
2012 pubblicazione di alcune immagini sulla rivista d’arte bimestrale americana Art Is Spectrum

2013 pubblicazione su Image  (numero speciale per “Fotoroma”) di Americans

2014-2015 pubblicazione di otto dittici fotografici e copertina per Il panorama qui è meraviglioso, bisogna che ce innamoriamo a cura di Margherita Rinaldi, vincitrice del premio “Marcelli Editore”, sezione saggi

2015-2016 collabora con la rivista free press  Dmare

 

www.corradomaggi.it

 

 

 

 

La scena nella scena

Mancava questo itinerario fotografico di Maggi attraverso il quale individuare l’opera urbana di Trubbiani, la sua presenza spirituale e artistica, la sua vocazione a dare storia e senso agli elementi che l’hanno colpito e di cui era inevitabile fissare la memoria, da San Cosma e Damiano al Duomo, dal sipario delle Muse alla cosiddetta Piazza Pertini.
La presenza forte e inconfondibile di Trubbiani è anche il legame civile tra questo scultore e la città dove, decenni fa, decise di lavorare e vivere.

Lo sguardo prensile di Maggi, attraverso il bianco e nero, acquista più drammaticità e unicità nella forma, tanto che il “teatro” di quell’universo, globalmente e singolarmente, acquista una forza drammatica così intensa che l’opera complessiva si fa scena nella scena, abitando le sette stazioni di questo breve viaggio che costituisce una sorta di “memoriale”, nella città, che accresce il patrimonio di Ancona, sebbene vi sia un grado di indifferenza talmente tenace da dare scoramento.
In quelle fessure di luce Maggi s’è inserito, cogliendone tutta la durezza e la morbidità.
Le sette scansioni in cui si articola la presenza metallica sono proprio i capitoli in cui si snoda l’itinerario, il percorso, il tragitto.

Un indirizzo che accompagna moltissime opere di questo artista è quello della lingua latina che probabilmente origina dalle terre di nascita di Trubbiani, da quella Helvia Recina, in quel luogo chiamato Villa Potenza dov’era l’officina del padre fabbro-ferraio.
Arcaicità del moderno e modernità dell’arcaico: le due sponde attraverso le quali ha operato da sempre, dai Progenitores alla Mater amabilis, per esempio.

 

Maggi definisce il catalogo per immagini e parole, lo puntualizza, lo segna con la fotografia, ne fa, paradossalmente, un modo per comprendere il lavoro complesso di una delle presenze più solitarie e acuminate del secondo Novecento che Ancona aspettava  senza saperlo e che questa mostra conferma.

 

Francesco Scarabicchi

 

dal 21 ottobre al 10 dicembre 2017

Magazzino Tabacchi –  Mole Vanvitelliana (Ancona)
Martedì – sabato: 17.30 – 20.00
Domenica: 10.00 – 12.00, 17.30 – 20.00
chiuso il lunedì

Showroom Contemporaneo
Lunedì 16.00 – 20.00
Martedì – sabato: 9.00 – 12.30, 16.00 – 20.00
Domenica: 17.30 – 19.30

Per Valeriano Trubbiani

Gli anni dei giorni, Valeriano, vanno,
della gentile vita, ad ardere nel fuoco,
nell’eterna fucina che non spegne
fiamma di brace e sogno.
Così le forme che abitano il tempo,
luce del buio più infinito e chiuso,
se appena lascia uno spiraglio al vento
che quel chiarore invita
a illuminare l’aria d’ogni nome.

Gli anni dei giorni, Valeriano, vanno,
ma un po’ si attarda la domanda persa,
quel chiedere ostinato in riva al senso,
l’interrogare che non ha mai fine,
il bussare alla porta che non s’apre,
l’insistere tenace, arreso niente
che guida i passi verso abisso e sponda.

Per cosa questa fede che non smette,
il bagliore che guida nella notte,
il lume tremolante di fiammella?
Per chi, se attorno è vuoto e bianco,
ovale di cornice senza volto?
Per l’unico destino che ci tiene
legati ad una sola dedizione.

 

Francesco Scarabicchi

 

 

 

IN CIVITATE

Lo sguardo di Corrado Maggi sulle opere urbane di Valeriano Trubbiani

 

Inaugura oggi la mostra dedicata alle opere di Trubbiani immortalate dall’obbiettivo di Corrado Maggi, allestita all’interno del Magazzino Tabacchi della Mole Vanvitelliana e dello showroom Contemporaneo della città di Ancona.

L’esposizione, nata come omaggio del fotografo in segno di riconoscenza nei confronti dell’artista che con le sue creazioni ha riplasmato la quotidianità del capoluogo, è composta da 35 scatti inediti suddivisi in tre reportage: il Reportage nella Città, il Reportage nell’Atelier e il Reportage di un breve Viaggio.
Il Reportage nella Città si concentra sulle opere di Trubbiani collocate in città, a partire dalla Cattedrale di San Ciriaco e la Pinacoteca Civica Francesco Podesti, fino ad arrivare a Piazza Pertini e alla Facoltà di Ingegneria.
Le parti successive, invece, rappresentano le tappe di un percorso meditativo all’interno del magazzino dell’artista.

Un’appendice della mostra è costituita da cinque fotografie esposte nello showroom Contemporaneo in piazza del Plebiscito, che ospiterà anche alcuni incontri a tema e video installazioni a cura dell’architetto Anna Paola Quargentan, in collaborazione con l’architetto Fabio Marcelli.
Questa sera, dalle ore 20 alle 22, performance site specific con la coreografa-danzatrice Stefania Zepponi, associazione Hexperimenta.

Dal 21 ottobre al 10 dicembre 2017
Mole Vanvitelliana, Magazzino Tabacchi
Contemporaneo Showroom, piazza del Plebiscito 42
Ancona

Martedì – sabato: 17.30 – 20.00
Domenica: 10.00 – 12.00 e 17.30 – 20.00
Chiusa il lunedì

 

Ideazione e organizzazione

Art director
Francesca Di Giorgio

Coordinamento
Marco Nocchi

 

Progetto e installazione mostra Mole Vanvitelliana

studio Visioni di architettura
arch. Alessia Balducci
arch. Valentina Romagnoli

arch. Monica Maggi

 

Progetto e installazione mostra Contemporaneo Showroom

arch. Anna Paola Quargentan

 

In collaborazione con

arch. Fabio Marcelli
Poliarte Design Academy Ancona
adviser Leopoldo Rossano

 

Design e comunicazione

Lirici Greci design consultancy
www.liricigreci.it

La Politica della Bellezza di Antonio Presti

Nelle Marche incontri tra arte e pensiero

politca della bellezza

Il mecenatismo di Antonio Presti ha inaugurato una nuova forma di promozione dell’arte e della bellezza: anzi tutto riproponendo la loro connessione in rinnovate espressioni; inoltre, realizzando originali collocazioni delle opere d’arte. Da trentacinque anni persegue questi obiettivi: al 1982 risale l’Associazione culturale “Fiumara d’Arte” e da allora è stato un susseguirsi di iniziative qualificate, ispirate all’idea della bellezza come dono e dell’arte come condivisione, cui consegue coerentemente il legame tra etica ed estetica come rivendicazione della specificità di ciascuna delle due e riconoscimento della loro vitale connessione, che si rende anche più evidente quando un’azione artistica interviene nella vita sociale.

Così il Festival del Pensiero di Ancona dilata la sua presenza oltre il capoluogo dorico in alcune sedi universitarie, scolastiche e culturali con l’intento di coinvolgere in particolare i giovani e sensibilizzarli alla questione estetica, mostrando che il pensiero è sotteso anche alla creazione artistica e alla sua interpretazione. In tal modo il Festival del Pensiero Plurale ambisce a rendere consapevoli di questa molteplicità di percorsi e passaggi, che permettono di collocare la bellezza tra arte e pensiero e di collegare logos e pathos in una visione integrale dell’uomo.

Ebbene, per sensibilizzare in questa direzione, la Fondazione “Fiumara d’Arte” organizza alla fine di novembre nelle Marche alcuni incontri in collaborazione con il Festival del Pensiero Plurale secondo il seguente programma.

Sabato 26 novembre: il primo appuntamento – promosso dall’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo” e Scuola di Conservazione e Restauro in collaborazione con la Casa degli artisti di Fossombrone (PU)- è a Urbino, per fare “Il punto sul restauro dell’Arte Contemporanea.

Lunedì 28 novembre: il secondo incontro si terrà ad Ancona alle h. 10.00/12.30 al Liceo Artistico “Edgardo Mannucci”; il terzo incontro avverrà a San Benedetto del Tronto alle h. 17.30 alla Pinacoteca Comunale “Bice Piacentini”.

Martedì 29 novembre: il quarto incontro si svolgerà a Loreto alle h. 11.00/12.30 all’Istituto di Istruzione Superiore “Einstein – Nebbia”; poi ad Ancona si terranno due incontri: alle h. 14,30/16,30 alla Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche, e alle h. 18,00 alla Mole Vanvitelliana nella Sala Box.

Mercoledì 30 novembre: ancora ad Ancona alle h.11.00/13.00 nell’Auditorium dell’ Istituto di Istruzione Superiore “Podesti – Calzecchi Onesti”; e nel pomeriggio a Jesi alle h. 18.00 alla Pinacoteca covica e galleria d’arte contemporanea a Palazzo Pianetti in collaborazione con il “Progetto Chromaesis. Museo Territorio”.

In ogni caso, l’invito è quello di ripensare l’arte attraverso una duplice operazione: rivitalizzare il nesso tra il bello, il vero e il bene, e riannodare il legame con la gente. Sono, queste, le due coordinate che permettono di individuare l’idea della fruibilità universale della bellezza attraverso l’arte, diversamente da quanto in genere accade per cui la fruibilità perde il suo carattere universale: si restringe a una minoranza di “spettatori”, di cui una minoranza anche più ristretta è quella degli “intenditori”. Così l’opera d’arte diventa “affare di specialisti”, e i due termini sono di per sé significativi, in quanto attribuiscono all’arte una caratterizzazione elitaria e mercantile dell’arte. Certamente, occorrono competenze specifiche per una valutazione e valorizzazione dell’arte, ma altrettanto certamente non si può, in nome di queste, perdere il contatto vivo con la gente, che (almeno in prima battuta) non ha bisogno di corsi di filosofia o di storia dell’arte per avvicinarsi alle opere artistiche, per cui ciò che conta è mettere le persone in rapporto diretto con l’arte nella quotidianità, in modo che l’arte sia considerata come un elemento valoriale e momento essenziale della vita tutti e di ciascuno .

Così, l’opera d’arte vive non solo della produzione dell’artista ma anche della fruizione del pubblico, anzi sarebbe meglio dire delle persone, per non cedere alla tentazione di un arte intesa come spettacolo o mercato. Senza recriminare su questo rischio, occorre operare per superarlo. Lo richiede l’arte in sé, ma anche l’etica e la politica. L’etica perché la separazione del buono dal bello compromette la bellezza della moralità. La politica perché la separazione del bello dal civile compromette la bellezza della democrazia. E la cosa è tanto più grave quando si è in presenza di una disumanizzazione etica e tecnica, come nell’odierna situazione. Allora il richiamo all’arte può costituire un’alternativa efficace.

A tal fine si potrebbe puntare su un duplice invito: aprire i musei e realizzare musei all’aperto. Alla base della duplice proposta c’è una comune convinzione: che l’arte vada goduta in modo universale, tanto che potremmo parlare di un “diritto alla bellezza” così come si parla di un diritto alla felicità o alla salute, nel senso di dischiudere nuovi orizzonti di senso. Si tratta allora da superare alcune formule, che pure hanno avuto fortuna, vale a dire “l’arte per l’arte” ovvero “l’arte per il popolo”: in realtà, estetismo e populismo non pagano, perché l’arte non può isolarsi o chiudersi in se stessa né essere condizionata da finalità ad essa estranee o estrinseche. La bellezza che l’arte esprime o a cui tende non è per “anime belle” né è “organica” a qualche ideologia. La formula, allora, potrebbe essere “l’arte per la persona”, per dire che l’arte è espressione della persona dell’artista, il quale nell’opera si realizza, ed è coinvolgimento della persona che ne fruisce: libero è l’artista, libero è il fruitore. Pertanto “de gustibus disputandum est”, in quanto è bene che si discuta in termini di incontro e di confronto. Ancora una volta il pluralismo è valore, nel senso che la molteplicità delle interpretazioni e delle valutazioni segnano la vitalità dell’opera e favoriscono un fecondo dialogo ermeneutico.

Dunque, aprire i musei e realizzare musei all’aperto costituiscono due modalità concrete per far incontrare l’arte con le persone, e aiutarle ad aprirsi alla bellezza nella consapevolezza, peraltro, che quella artistica è solo una forma di bellezza, e non va isolata (tanto meno assolutizzata), bensì collocata in un contesto plurale, che comprende la bellezza della natura e della persona, fino alla bellezza dell’essere e di Dio. Con ciò si vuole sottolineare l’esigenza di incentivare un rapporto immediato tra le persone e l’arte. Un tale rapporto può realizzarsi, se l’arte entra nel quotidiano, se fa parte dell’ambiente, se vive con l’uomo nell’ordinarietà dell’esistenza, se contribuisce a formare il “bene essere” e il “bell’essere”.

Pertanto (conclude il prof. Galeazzi) la bellezza deve essere (ed essere percepita) parte integrante della vita di ciascuno, e una frequentazione quotidiana, diretta e spontanea costituisce la migliore educazione alla bellezza e all’arte, per evitare che l’arte e la bellezza siano trasformate in oggetti da vendere o in fattori favorenti le vendite. Insomma, s’impone di passare dalla “bellezza merce” alla “bellezza motore”, cioè dalla bellezza – anzi pseudo bellezza – che passivizza l’uomo alla bellezza – autentica bellezza – che attiva le potenzialità dell’inconscio spirituale dell’uomo. Il che reclama non solo un impegno individuale, ma un’attivazione di energie dal punto di vista sociale, rinnovando il nesso tra il bello e il bene, e realizzando una inedita alleanza tra il bello e la città.

Giancarlo Galeazzi
Festival del Pensiero Plurale 2016

IDEAZIONE e COORDINAMENTO

Francesca Di Giorgio 338 5809611
Andreina De Tomassi 342 3738966

Fiumara D’Arte
Gianfranco Molino
349 2231802

INFO
info@liricigreci.it
ventottozero6@gmail.com

INGRESSO LIBERO
ad esclusione della lezione ad Economia

 

Festival del Pensiero Plurale 2016

Ideazione e direzione:
Giancarlo Galeazzi (presidente onorario SFI Ancona)

Comitato scientifico
Giancarlo Galeazzi
Simona Lisi
Francesca Di Giorgio

Grafica e comunicazione
Lirici Greci

 

Organizzazione e promozione
Associazione Ventottozerosei

ventottozero6@gmail.com

 

Ufficio stampa:
Andreina De Tomassi
342 3738966
andreinadetomassi@alice.it

Francesca Di Giorgio 338 5809611
f.digiorgio@liricigreci.it

Partners
Università Politecnica delle Marche

Università di Urbino – scuola di conservazione e restauro

Comune di Ancona / La Mole

Comune di Jesi Palazzo Pianetti / Progetto Chromaesis. Museo Territorio

Comune di San Benedetto del Tronto / Pinacoteca Comunale “Bice Piacentini”

La Casa degli Artisti – Fossombrone (PU)

Liceo Artistico Edgardo Mannucci

Istituto di Istruzione Superiore “Einstein Nebbia”

Istituto di Istruzione Superiore “Podesti – Calzecchi Onesti”

Associazione Ventottozerosei

Lirici Greci comunicazione
www.liricigreci.it

 

MARCO PUCA – MIOTICA COMUNICATO STAMPA

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Lo spazio espositivo CANOVA22 a Roma, l’antica fornace di Antonio Canova, è lieta di ospitare, da domenica 25 settembre ore 18:00 fino al 30 settembre, la mostra personale dell’artista Marco Puca dal titolo “MIOTICA” a cura di Rezarta Zaloshnja.
L’opera “MIOTICA”, ultimo lavoro dell’artista Marco Puca, che vive e lavora ad Ancona, sarà esposta per la prima volta al pubblico negli spazi di CANOVA22, trasformando tali spazi in un vero osservatorio vivente.

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L’artista attraverso l’opera “MIOTICA” traccia una sua visione del mondo, in un tutt’“uno” di “essere” e “vivere” nella dimensione creativa.
Il pubblico entrando in contatto con l’opera “MIOTICA” incontra una serie di “acquarelli panoramici”, i quali sono marcati dall’assenza totale di identità geografica dell’opera; assenza di lucidità e nitore in chi la osserva; assenza di punti di riferimento nella visione indistinta tra immagini e oggetti. Simultaneamente si rende limpida, attraverso l’opera, l’idea che l’artista è intenzionato e traccia una sua visione del mondo.

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Visione che possiamo scorgere anche nelle parole di Marco Puca:
“Questi panoramici acquerelli hanno più a che fare con la fotometria che con la semplice e morbida rappresentazione morfologica marchigiana. C’è di più. Nella interazione della luce con la materia, costruisco un impianto di generale rarefazione. Un’idea miope di esistenzialismo. Nella profondità di un paesaggio morfologico, la luce stende un velo di coscienza, quella che appartiene a tutti noi. Gli elaborati godono di una dimensione panoramica, quindi espressiva.”.

Comunicato stampa di Rezarta Zaloshnja

 

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Luogo: CANOVA22 – Via Antonio Canova 22, Roma

Orario di apertura: tutti i giorni dalle 18:00 alle 22:00

Biglietto – Ingresso libero

Vernissage: 25 settembre (domenica) dalle 18.00 alle 22.00

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Biografia:

Marco_PucaMarco Puca è nato nel 1973 ad Ancona, dove vive e lavora. Diplomato all’Istituto d’Arte Edgardo Mannucci. Nel 1999 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Urbino. I maestri che hanno accompagnato la sua formazione artistica sono: Elio Marchegiani, Carlo Cecchi, Omar Galliani, Luigi Carboni, Bruno Ceccobelli, Gian Ruggero Manzoni e Nicola Salvatore. Ha esposto a Roma, Milano, Mosca, Bologna, Genova, Pescara. Gallerie di riferimento: GinoMonti Arte Contemporanea; Galleria Farini Bologna; Galleria Puccini di Ancona. Artista di riferimento: OSVALDO LICINI

 

Testo critico a cura di Maria Rita Montagnani

“Niente ci è più estraneo della casa i cui fantasmi ci sono familiari. Nessuna cosa è più simile a noi di quella che ci appare più lontana”. Milo Rossi

“Miotica”, nell’opera di Marco Puca, è innanzitutto una visione. Una modalità di visione del mondo. L’idea di partenza di Puca per questo ciclo espressivo origina dal fenomeno medico – la MIOSI – consistente nella diminuzione del diametro delle pupille, che nella fisiologia si verifica come risposta (e difesa) quando l’occhio è colpito da un’intensa sorgente luminosa. Dunque è come se l’artista guardasse le cose e gli oggetti circostanti attraverso gli occhi socchiusi, quasi a filtrarne le percezioni e le fisionomie consuete ed abituali, a favore di una visuale più anomala, insolita e forse più pregnante. Ciò comporta nell’artista e nello spettatore un minimo “sforzo” che è più mentale che visivo e che consente l’accomodazione oculare, ma su ciò che non è visibile, che non c’è; e che dunque diviene rappresentazione di un paesaggio interiore o comunque interiorizzato dall’artista. Un paesaggio che, senza questa peculiare modalità dello sguardo, rimane relegato all’immaginario o nel terreno dell’onirico. Puca, attraverso questa visione “miotica”, raggiunge altresì un’acutezza ben più efficace della semplice messa a fuoco, perché ciò che per lui è importante è mostrare le cose come non sono realmente, rivelandone il loro aspetto fantasmatico ed essenzialmente enigmatico che non può essere colto da una visione normale e naturale del mondo. In questo ciclo di acquerelli, Marco sottolinea ancora di più, attraverso la fluidità che è tipica di questa tecnica, anche la fluidità del mondo, la rarefazione della luce sui paesaggi, l’evanescenza delle cose terrene. Così anche un paesaggio reale assume nelle opere di Puca un’aura di misteriose evocazioni, di sembianze consuete ormai trapassate in una dimensione irreale. Se l’Arte è visione del particolare che diviene universale, la pittura di Puca ci rimanda ad una prospettiva più sotterranea e recondita, nascosta nelle armonie/disarmonie della psiche che anela ad una semplice complessità: quella che permette di vedere oltre le cose, attraversandole, e non fermandosi alla loro mera apparenza. Nei paesaggi di Puca la luce è essenziale alla materia così come pure alla visione. D’altronde come ci avvisava Kafka, «con una luce fortissima si può dissolvere il mondo». E partendo da questo abissale pensiero, anche l’artista tenta di cancellarlo per ricrearne una o molteplici straordinarie epifanie.

 

CANOVA22
MIOTICA

artista
Marco Puca

a cura di
Rezarta Zaloshnja
e-mail: rezartazaloshnja@gmail.com

testo critico
Maria Rita Montagnani

direzione artistica
Fiorenza d’Alessandro

fotografie
Sergio Marcelli

comunicazione social
Domenico Giordano

concept e grafica
Francesca Di Giorgio

 

Associazione Culturale CANOVA22
via Antonio Canova 22
Italia / 00139 Roma
www.canova22.com

identità visiva e comunicazione
Lirici Greci
www.liricigreci.it

finito di stampare
nel mese di settembre 2016
Grafiche Esposto, Polverigi (An)

SI RINGRAZIANO

Alberto Antomarini
Greta Duca
Angelo Nunziato
Rocco Renne
Life Hotel, Porto Recanati

MARCO PUCA – MIOTICA

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Marco Puca
MIOTICA

CANOVA22
dal 25 al 30 settembre 2016
Roma / Via Antonio Canova 22

a cura di  Rezarta Zaloshnja


A Dario e Medusa
To Dario and Medusa

 

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Questi panoramici acquerelli hanno più a che fare con la fotometria che con la semplice e morbida rappresentazione morfologica marchigiana. C’è di più.
Nella interazione della luce con la materia, costruisco un impianto di generale rarefazione. Un’idea miope di esistenzialismo. Nella profondità di un paesaggio morfologico, la luce stende un velo di coscienza, quella che appartiene a tutti noi.
Gli elaborati godono di una dimensione panoramica, quindi espressiva.
Marco Puca

 

These water colour landscapes have more to do with photometry than with the simple and soft Marche morphological representation. There is more.
In the interaction of light and matter, I am building an implant of general rarefaction.
A shortsighted idea of existentialism. In the depth of a morphological landscape, the light spreads a veil of conscious, that which belongs to all of us. The elaborators enjoy a panoramic dimension, therefore expressive.
Marco Puca

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“Per vederti ti devo ribaltare. Per non farti riconoscere ti devi avvicinare. Appare sfuocato il luogo neonato.
Con la fronte ti affronto, cercando di restituire forza alle timide linee di contorno. Lui si era già accorto… e venimmo subito a un compromesso focale.
Mi abbracciò le orecchie, ed ebbero inizio le danze.”


“In order to see you I have to overturn you.

In order to not be receognised you have to come closer.
The newborn place seems blurred. With my forehead I face you, trying t ogive back strength to the shy outlines. He had already noticed… and we immediately came to a focused compromise.
I hugged my ears, and the dances started.”

 

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Si sono interessati del lavoro
They became interested in his work

Giancarlo Bassotti, Bruno Cantarini, Dolores Carnemolla, Maurizio Cesarini, Carlo De Mitri, Armando Ginesi, Azzurra Immediata, Cristina Magnanelli, Gian Ruggero Manzoni, Paolo Marasca, Martina Mayolesi, Maria Rita Montagnani, Umberto Palestini, Massimo Raffaelli, Roberto Rizzente, Enzo Siciliano, Rezarta Zaloshnja.

 

Marco Puca

Marco_PucaMarco Puca è nato ad Ancona nel 1973, dove vive e lavora. Ha frequentato l’Istituto d’Arte E. Mannucci poi conseguito il diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.
Nel     1993         ha      esposto le   sue   opere al   Premio Marche. Nel 1994 ha vinto il primo premio nella sezione “Arte viva Senigallia” a cura di Omar Galliani. Dopo la mostra a Milano, Pescara, Pesaro, Ancona, Vladikafka (Russia), Senigallia, Cagli, Jesi. Ha collaborato con Enzo Siciliano, Vincenzo Raponi e Massimo Raffaelli per la “La città invisibile”. Ha collaborato con la rivista “nostro lunedì” curata da Francesco Scarabicchi e Francesca Di Giorgio.
Hanno scritto di lui: Enzo Siciliano, Umberto Palestini, Maurizio Cesarini, Martina Majolatesi, Maria Rita Montagnani, Gian Ruggero Manzoni, Carlo De Mitri, Armando Ginesi, Giancarlo Bassotti, Cristina Magnanelli, Bruno Cantarini, Roberto Rizzente.


Exhibitions // Personal

1996 “Con amore voglio fare a pugni”, Falegnameria Marchigiani, Falconara Marittima (AN).

2000 “Quartiereraffinato”, Galleria deposito, Senigallia (AN).

2004 “La città invisibile”, Marco Puca, Vincenzo Raponi, Enzo Siciliano, Falconara Marittima (AN).

2011 “3/3” Galleria Il contemporaneo, Jesi (AN).

2012 “DreamTime” Galleria d’Arte Puccini, Ancona.

2015 “ARCATE-SPLEEN-DENTI”, Tempio San Rocco, Mole Vanvitelliana, Ancona. A cura di Maria Rita Montagnani, in collaborazione con la galleria Gino Monti arte contemporanea.

2016 “Miotica”, galleria CANOVA22, Roma.


Exhibitions // Collective

1993 “Marcati stretti”, Galleria Progetto Arte, Falconara Marittima (AN). 1994 “Arte viva a Senigallia”, 1° premio, sezione disegno, curato da Omar Galliani, Senigallia (AN).

1998 ” La miniera” Collettiva organizzata dall’Accademia delle Arti di Urbino.

1999 ” Rizoma”, Ex Forno, Pescara (PE).

2000 “Rizoma”, Lanciano (CH).

2001 “Inquilini”, Galleria Ali d’Oro, Pesaro (PU).

2001 “Campionamenti visivi”, Galleria Ali d’Oro, Pesaro (PU).

2002 “Misure uniche”, Collezione privata Cav. Serafino Fiocchi, Cagli (PU).

2004 “La città invisibile”, presentazione Enzo Siciliano, disegnatore di luci Vincenzo Raponi, Falconara Marittima (AN).

2011 “Alanica”, Vladikavkaz, Ossezia settentrionale, Russia.

2012 “Artitude”, Milano.

2013 “Quinto Quarto”, Palazzo Gradari Pesaro (PU). Mole Vanvitelliana, Ancona. A cura di Roberto Rizzente e Andrea Giusti.

2014 Arte Fiera, Genova.

2014 “Casaforte”, sede amministrativa Di Ferdinando Costruzioni, Giulianova (PE).

 

Marco Puca

Marco_PucaMarco Puca was born in Ancona in 1973, where he lives and works now. He attended the E. Mannucci Art Institute and finished his diploma in painting at the Fine Art Academy of Urbino. In 1993 he exhibited his art at Premio Marche. In 1994 he won the first prize in the category “Live Art Senigallia” organized by Omar Galliani. Following this he exhibited in Milan, Pescara, Pesaro, Ancona, Vladikafka (Russia), Senigallia, Cagli and Jesi. He has collaborated with Enzo Siciliano, Vincenzo Raponi and Massimo Raffaelli for “the invisible city”.
He collaborated with the magazine “nostro lunedi” directed by Francesco Scarabicchi and Francesca Di Giorgio. He has been written about by: Enzo Siciliano, Umberto Palestini, Maurizio Cesarini, Martina Majolatesi, Maria Rita Montagnani, Gian Ruggero Manzoni, Carlo De Mitri, Armando Ginesi, Giancarlo Bassotti, Cristina Magnanelli, Bruno Cantarini, Roberto Rizzente.


Exhibitions // Personal

1996 “I want to fight with my fists like love” Marche Carpentry Falconara Marittima (AN).

2000 “Refined quarter”, Deposti gallery Senigallia (AN).

2004 “The invisible city”, Marco Puca, Vincenzo Raponi, Enzo Siciliano, Falconara Marittima (AN).

2011 “3/3” The contemporary gallery, Jesi (AN).

2012 “Dream Time” Puccini Art Gallery, Ancona.

2015 “ARCHES-SPLEEN-TEETH”, San Rocco Temple, Mole Vanvitelliana Ancona. Curated by Maria Rita Montagnani, in collaboration with Gino Monti Contemporary Art Gallery .

2016 “Mioptic”, CANOVA22 Gallery, Rome.


Exhibitions // Collective

1993 “Tightly Marked”, Art Progect Gallery, Falconara Marittima (AN). 1994 “Live Art in Senigallia” 1st prize in drawing category, curated by Omar Galliani, Senigallia (AN).

1998 “The Mine” Collection organized by the Fine Arts Academy of Urbino

1999 “Root Stock” Ex Forno, Pescara (PE).

2000 “Root Stock”, Lanciano (CH).

2001 “Tennants”, Gold Wing Gallery, Pesaro (PU).

2001 “Visual samples”, Gold Wing Gallery, Pesaro (PU).

2002 “Unique measurements”, private collection Cav. Serafino Fiocchi, Cagli (PU).

2004 “the invisible city”, presentation by Enzo Sicliano, light designer Vincenzo Raponi, Falconara Marittima (AN).

2011 “Alanica”, Vladikavkaz, Eastern Ossezia, Russia.

2012 “Artitiude”, Milano.

2013 “Fifth Fourth”, Palazzo Gradari Pesaro (PU). Mole Vanvitelliana, Ancona. Curated by Roberto Rizzente and Andrea Giusti.

2014 Art Fair, Genova.

2014 “Safehouse”, administrative office of Ferdinando Constructions, Giulianova (PE).

 

CANOVA22
MIOTICA

a cura di Rezarta Zaloshnja

Marco Puca

testo critico
Maria Rita Montagnani

direzione artistica
Fiorenza d’Alessandro

fotografie
Sergio Marcelli

comunicazione social
Domenico Giordano

concept e grafica
Francesca Di Giorgio

 

Associazione Culturale CANOVA22
via Antonio Canova 22
Italia / 00139 Roma
www.canova22.com

identità visiva e comunicazione
Lirici Greci
www.liricigreci.it

finito di stampare
nel mese di settembre 2016
Grafiche Esposto, Polverigi (An)

SI RINGRAZIANO

Alberto Antomarini
Greta Duca
Angelo Nunziato
Rocco Renne
Life Hotel, Porto Recanati

MARCO PUCA – MIOTICA COMUNICATO STAMPA

Miotica_Cartolina

 

Lo spazio espositivo CANOVA22 a Roma, l’antica fornace di Antonio Canova, è lieta di ospitare, da domenica 25 settembre ore 18:00 fino al 30 settembre, la mostra personale dell’artista Marco Puca dal titolo “MIOTICA” a cura di Rezarta Zaloshnja.
L’opera “MIOTICA”, ultimo lavoro dell’artista Marco Puca, che vive e lavora ad Ancona, sarà esposta per la prima volta al pubblico negli spazi di CANOVA22, trasformando tali spazi in un vero osservatorio vivente.

Miotica_Cat_17

L’artista attraverso l’opera “MIOTICA” traccia una sua visione del mondo, in un tutt’“uno” di “essere” e “vivere” nella dimensione creativa.
Il pubblico entrando in contatto con l’opera “MIOTICA” incontra una serie di “acquarelli panoramici”, i quali sono marcati dall’assenza totale di identità geografica dell’opera; assenza di lucidità e nitore in chi la osserva; assenza di punti di riferimento nella visione indistinta tra immagini e oggetti. Simultaneamente si rende limpida, attraverso l’opera, l’idea che l’artista è intenzionato e traccia una sua visione del mondo.

Miotica_Cat_18

Visione che possiamo scorgere anche nelle parole di Marco Puca:
“Questi panoramici acquerelli hanno più a che fare con la fotometria che con la semplice e morbida rappresentazione morfologica marchigiana. C’è di più. Nella interazione della luce con la materia, costruisco un impianto di generale rarefazione. Un’idea miope di esistenzialismo. Nella profondità di un paesaggio morfologico, la luce stende un velo di coscienza, quella che appartiene a tutti noi. Gli elaborati godono di una dimensione panoramica, quindi espressiva.”.

Comunicato stampa di Rezarta Zaloshnja

 

Miotica_Cat_Cov

 

Luogo: CANOVA22 – Via Antonio Canova 22, Roma

Orario di apertura: tutti i giorni dalle 18:00 alle 22:00

Biglietto – Ingresso libero

Vernissage: 25 settembre (domenica) dalle 18.00 alle 22.00

0849081808467956

 

Biografia:

Marco_PucaMarco Puca è nato nel 1973 ad Ancona, dove vive e lavora. Diplomato all’Istituto d’Arte Edgardo Mannucci. Nel 1999 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Urbino. I maestri che hanno accompagnato la sua formazione artistica sono: Elio Marchegiani, Carlo Cecchi, Omar Galliani, Luigi Carboni, Bruno Ceccobelli, Gian Ruggero Manzoni e Nicola Salvatore. Ha esposto a Roma, Milano, Mosca, Bologna, Genova, Pescara. Gallerie di riferimento: GinoMonti Arte Contemporanea; Galleria Farini Bologna; Galleria Puccini di Ancona. Artista di riferimento: OSVALDO LICINI

 

Testo critico a cura di Maria Rita Montagnani

“Niente ci è più estraneo della casa i cui fantasmi ci sono familiari. Nessuna cosa è più simile a noi di quella che ci appare più lontana”. Milo Rossi

“Miotica”, nell’opera di Marco Puca, è innanzitutto una visione. Una modalità di visione del mondo. L’idea di partenza di Puca per questo ciclo espressivo origina dal fenomeno medico – la MIOSI – consistente nella diminuzione del diametro delle pupille, che nella fisiologia si verifica come risposta (e difesa) quando l’occhio è colpito da un’intensa sorgente luminosa. Dunque è come se l’artista guardasse le cose e gli oggetti circostanti attraverso gli occhi socchiusi, quasi a filtrarne le percezioni e le fisionomie consuete ed abituali, a favore di una visuale più anomala, insolita e forse più pregnante. Ciò comporta nell’artista e nello spettatore un minimo “sforzo” che è più mentale che visivo e che consente l’accomodazione oculare, ma su ciò che non è visibile, che non c’è; e che dunque diviene rappresentazione di un paesaggio interiore o comunque interiorizzato dall’artista. Un paesaggio che, senza questa peculiare modalità dello sguardo, rimane relegato all’immaginario o nel terreno dell’onirico. Puca, attraverso questa visione “miotica”, raggiunge altresì un’acutezza ben più efficace della semplice messa a fuoco, perché ciò che per lui è importante è mostrare le cose come non sono realmente, rivelandone il loro aspetto fantasmatico ed essenzialmente enigmatico che non può essere colto da una visione normale e naturale del mondo. In questo ciclo di acquerelli, Marco sottolinea ancora di più, attraverso la fluidità che è tipica di questa tecnica, anche la fluidità del mondo, la rarefazione della luce sui paesaggi, l’evanescenza delle cose terrene. Così anche un paesaggio reale assume nelle opere di Puca un’aura di misteriose evocazioni, di sembianze consuete ormai trapassate in una dimensione irreale. Se l’Arte è visione del particolare che diviene universale, la pittura di Puca ci rimanda ad una prospettiva più sotterranea e recondita, nascosta nelle armonie/disarmonie della psiche che anela ad una semplice complessità: quella che permette di vedere oltre le cose, attraversandole, e non fermandosi alla loro mera apparenza. Nei paesaggi di Puca la luce è essenziale alla materia così come pure alla visione. D’altronde come ci avvisava Kafka, «con una luce fortissima si può dissolvere il mondo». E partendo da questo abissale pensiero, anche l’artista tenta di cancellarlo per ricrearne una o molteplici straordinarie epifanie.

 

CANOVA22
MIOTICA

artista
Marco Puca

a cura di
Rezarta Zaloshnja
e-mail: rezartazaloshnja@gmail.com

testo critico
Maria Rita Montagnani

direzione artistica
Fiorenza d’Alessandro

fotografie
Sergio Marcelli

comunicazione social
Domenico Giordano

concept e grafica
Francesca Di Giorgio

 

Associazione Culturale CANOVA22
via Antonio Canova 22
Italia / 00139 Roma
www.canova22.com

identità visiva e comunicazione
Lirici Greci
www.liricigreci.it

finito di stampare
nel mese di settembre 2016
Grafiche Esposto, Polverigi (An)

SI RINGRAZIANO

Alberto Antomarini
Greta Duca
Angelo Nunziato
Rocco Renne
Life Hotel, Porto Recanati

MARCO PUCA – MIOTICA

Miotica_Cat_Cov

 

Marco Puca
MIOTICA

 
CANOVA22
dal 25 al 30 settembre 2016
Roma / Via Antonio Canova 22

a cura di  Rezarta Zaloshnja

A Dario e Medusa
To Dario and Medusa

 

Miotica_Cartolina

 

Questi panoramici acquerelli hanno più a che fare con la fotometria che con la semplice e morbida rappresentazione morfologica marchigiana. C’è di più.
Nella interazione della luce con la materia, costruisco un impianto di generale rarefazione. Un’idea miope di esistenzialismo. Nella profondità di un paesaggio morfologico, la luce stende un velo di coscienza, quella che appartiene a tutti noi.
Gli elaborati godono di una dimensione panoramica, quindi espressiva.
Marco Puca

 

These water colour landscapes have more to do with photometry than with the simple and soft Marche morphological representation. There is more.
In the interaction of light and matter, I am building an implant of general rarefaction.
A shortsighted idea of existentialism. In the depth of a morphological landscape, the light spreads a veil of conscious, that which belongs to all of us. The elaborators enjoy a panoramic dimension, therefore expressive.
Marco Puca

 

Miotica_Cat_12

 

Destinazione Miotica

 «Niente ci è più estraneo della casa i cui fantasmi ci sono familiari.
Nessuna cosa è più simile a noi di quella che ci appare più lontana».
Milo Rossi

“Miotica” nell’opera di Marco Puca, è innanzitutto una visione. Una modalità di visione del mondo. L’idea di partenza di Puca per questo ciclo espressivo, origina dal fenomeno medico – la MIOSI – consistente nella diminuzione del diametro delle pupille, che nella fisiologia si verifica come risposta (e difesa) quando l’occhio è colpito da un’intensa sorgente luminosa. Dunque è come se l’artista guardasse le cose e gli oggetti circostanti attraverso gli occhi socchiusi, quasi a filtrarne le percezioni e le fisionomie consuete ed abituali, a favore di una visuale più anomala, insolita e forse più pregnante. Ciò comporta nell’artista e nello spettatore che guardi l’opera, un minimo “sforzo” che è più mentale che  non visivo   e    che    consenta    l’accomodazione oculare ma su ciò che non è visibile,      che non c’è.
E che dunque diviene rappresentazione di un paesaggio interiore o comunque interiorizzato dall’artista. Un paesaggio che senza questa peculiare modalità dello sguardo, rimane relegato all’immaginario o nel terreno dell’onirico. Puca, attraverso questa visione “miotica” raggiunge altresì un’acutezza ben più efficace della semplice messa a fuoco, perché ciò che per lui è importante, è mostrare le cose come non sono realmente, rivelandone il loro aspetto fantasmatico ed essenzialmente enigmatico che non può essere colto da una visione normale e naturale del mondo. In questo ciclo di acquerelli, Marco sottolinea ancora di più, attraverso la fluidità che è tipica di questa tecnica, anche la fluidità del mondo, la rarefazione della luce sui paesaggi, l’evanescenza delle cose terrene.
Così anche un paesaggio reale, assume nelle opere di Puca, un’aura di misteriose evocazioni, di sembianze consuete ormai trapassate in una dimensione irreale. Se l’Arte è visione del particolare che diviene universale, la pittura di Puca ci rimanda ad una prospettiva più sotterranea e recondita, nascosta nelle armonie/disarmonie della psiche che anela ad una semplice complessità: quella che permette di vedere oltre le cose, attraversandole, e non fermandosi alla loro mera apparenza. Nei paesaggi di Puca la luce è essenziale alla materia così come pure alla visione. D’altronde come ci avvisava Kafka, «con una luce fortissima si può dissolvere il mondo».
E partendo da questo abissale pensiero, anche l’artista tenta di cancellarlo per ricrearne una o molteplici, straodinarie epifanie.

Maria Rita Montagnani
Critico d’arte/curatore indipendente

 

Destination Mioptic

 «Nothing is stranger to us than a house where the ghosts are familiar to us. Nothing is simpler to us than that which seems far away».
Milo Rossi

“Mioptic” in the Marco Puca work of art, is above all a vision. A way of seeing the world. Puca’s initial idea for this expressive cycle, originates from a medical phenomenon – MIOSIS – which consists of the reduction in the diameter of the pupils. Under normal circumstances, this occurs as a defensive response when the eye is hit by an intense light source. It is therefore almost as if the artist is looking at things and surrounding objects through half closed eyes, almost filtering perception and customary and routine physiognomy, in favour of a more abnormal vision, unusual and maybe more loaded. This means that the artist and the spectator who views his work has to make an “effort” which is more mental than visual and so permits the accommodation of the eye but of that which is not visible, which is not present.
It becomes a representation of an interior landscape or at least interiorized by the artist. A landscape without this peculiar way of observing, remains relegated to the imaginary or in the terrain of dreams. Through this “mioptic” vision, Puca reaches a much more effective acuteness than the simple representation, because that which is important for him, is demonstrating things as they are not really, revealing their phantom and essentially enigmatic quality that can’t be obtained from a normal and natural vision of the world. In this cycle of water colours, Marco further underlines, through the typical fluidity of this technique, the fluidity of the world, the rarefaction of light on the landscape, the evanescence of earthly things.
In this way even a real landscape assumes an aura of mysterious evocation, a customary appearance which has passed into an unreal dimension. If Art is the vision of the particular which becomes universal, Puca’s paintings sends us a more underground and obscure prospective, hidden in the harmony/disharmony of the psyche which gasps at a simple complexity: that which permits us to see beyond things, going through them, and not stopping at their mere appearance. In Puca’s landscapes light is essential to the material as is vision. After all, as Kafka states, “with a strong light we can dissolve the world”. And beginning with this abyssal thought, even the artist attempts to cancel it in order to recreate one or multiple extraordinary epiphanies.

Maria Rita Montagnani
Art Critic/independent curator

 

Miotica_Cat_26

 

Si sono interessati del lavoro
They became interested in his work

Giancarlo Bassotti, Bruno Cantarini, Dolores Carnemolla, Maurizio Cesarini, Carlo De Mitri, Armando Ginesi, Azzurra Immediata, Cristina Magnanelli, Gian Ruggero Manzoni, Paolo Marasca, Martina Mayolesi, Maria Rita Montagnani, Umberto Palestini, Massimo Raffaelli, Roberto Rizzente, Enzo Siciliano, Rezarta Zaloshnja.



Marco Puca

Marco Puca è nato ad Ancona nel 1973, dove vive e lavora.
Ha frequentato l’Istituto d’Arte E. Mannucci poi conseguito il diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.
Nel 1993 ha esposto le sue opere al Premio Marche.
Nel 1994 ha vinto il primo premio nella sezione “Arte viva Senigallia” a cura di Omar Galliani. Dopo la mostra a Milano, Pescara, Pesaro, Ancona, Vladikafka (Russia), Senigallia, Cagli, Jesi.
Ha collaborato con Enzo Siciliano, Vincenzo Raponi e Massimo Raffaelli per la “La città invisibile”.
Ha collaborato con la rivista “nostro lunedì” curata da Francesco Scarabicchi e Francesca Di Giorgio.
Hanno scritto di lui: Enzo Siciliano, Umberto Palestini, Maurizio Cesarini, Martina Majolatesi, Maria Rita Montagnani, Gian Ruggero Manzoni, Carlo De Mitri, Armando Ginesi, Giancarlo Bassotti, Cristina Magnanelli, Bruno Cantarini, Roberto Rizzente.


Exhibitions // Personal

1996 “Con amore voglio fare a pugni”, Falegnameria Marchigiani, Falconara Marittima (AN).

2000 “Quartiereraffinato”, Galleria deposito, Senigallia (AN).

2004 “La città invisibile”, Marco Puca, Vincenzo Raponi, Enzo Siciliano, Falconara Marittima (AN).

2011 “3/3” Galleria Il contemporaneo, Jesi (AN).

2012 “DreamTime” Galleria d’Arte Puccini, Ancona.

2015 “ARCATE-SPLEEN-DENTI”, Tempio San Rocco, Mole Vanvitelliana, Ancona. A cura di Maria Rita Montagnani, in collaborazione con la galleria Gino Monti arte contemporanea.

2016 “Miotica”, galleria CANOVA22, Roma.


Exhibitions // Collective

1993 “Marcati stretti”, Galleria Progetto Arte, Falconara Marittima (AN). 1994 “Arte viva a Senigallia”, 1° premio, sezione disegno, curato da Omar Galliani, Senigallia (AN).

1998 ” La miniera” Collettiva organizzata dall’Accademia delle Arti di Urbino.

1999 ” Rizoma”, Ex Forno, Pescara (PE).

2000 “Rizoma”, Lanciano (CH).

2001 “Inquilini”, Galleria Ali d’Oro, Pesaro (PU).

2001 “Campionamenti visivi”, Galleria Ali d’Oro, Pesaro (PU).

2002 “Misure uniche”, Collezione privata Cav. Serafino Fiocchi, Cagli (PU).

2004 “La città invisibile”, presentazione Enzo Siciliano, disegnatore di luci Vincenzo Raponi, Falconara Marittima (AN).

2011 “Alanica”, Vladikavkaz, Ossezia settentrionale, Russia.

2012 “Artitude”, Milano.

2013 “Quinto Quarto”, Palazzo Gradari Pesaro (PU). Mole Vanvitelliana, Ancona. A cura di Roberto Rizzente e Andrea Giusti.

2014 Arte Fiera, Genova.

2014 “Casaforte”, sede amministrativa Di Ferdinando Costruzioni, Giulianova (PE).

 

Marco Puca

Marco Puca was born in Ancona in 1973, where he lives and works now.
He attended the E. Mannucci Art Institute and finished his diploma in painting at the Fine Art Academy of Urbino.
In 1993 he exhibited his art at Premio Marche.
In 1994 he won the first prize in the category “Live Art Senigallia” organized by Omar Galliani. Following this he exhibited in Milan, Pescara, Pesaro, Ancona, Vladikafka (Russia), Senigallia, Cagli and Jesi.
He has collaborated with Enzo Siciliano, Vincenzo Raponi and Massimo Raffaelli for “the invisible city”.
He collaborated with the magazine “nostro lunedi” directed by Francesco Scarabicchi and Francesca Di Giorgio.
He has been written about by: Enzo Siciliano, Umberto Palestini, Maurizio Cesarini, Martina Majolatesi, Maria Rita Montagnani, Gian Ruggero Manzoni, Carlo De Mitri, Armando Ginesi, Giancarlo Bassotti, Cristina Magnanelli, Bruno Cantarini, Roberto Rizzente.


Exhibitions // Personal

1996 “I want to fight with my fists like love” Marche Carpentry Falconara Marittima (AN).

2000 “Refined quarter”, Deposti gallery Senigallia (AN).

2004 “The invisible city”, Marco Puca, Vincenzo Raponi, Enzo Siciliano, Falconara Marittima (AN).

2011 “3/3” The contemporary gallery, Jesi (AN).

2012 “Dream Time” Puccini Art Gallery, Ancona.

2015 “ARCHES-SPLEEN-TEETH”, San Rocco Temple, Mole Vanvitelliana Ancona. Curated by Maria Rita Montagnani, in collaboration with Gino Monti Contemporary Art Gallery .

2016 “Mioptic”, CANOVA22 Gallery, Rome.


Exhibitions // Collective

1993 “Tightly Marked”, Art Progect Gallery, Falconara Marittima (AN). 1994 “Live Art in Senigallia” 1st prize in drawing category, curated by Omar Galliani, Senigallia (AN).

1998 “The Mine” Collection organized by the Fine Arts Academy of Urbino

1999 “Root Stock” Ex Forno, Pescara (PE).

2000 “Root Stock”, Lanciano (CH).

2001 “Tennants”, Gold Wing Gallery, Pesaro (PU).

2001 “Visual samples”, Gold Wing Gallery, Pesaro (PU).

2002 “Unique measurements”, private collection Cav. Serafino Fiocchi, Cagli (PU).

2004 “the invisible city”, presentation by Enzo Sicliano, light designer Vincenzo Raponi, Falconara Marittima (AN).

2011 “Alanica”, Vladikavkaz, Eastern Ossezia, Russia.

2012 “Artitiude”, Milano.

2013 “Fifth Fourth”, Palazzo Gradari Pesaro (PU). Mole Vanvitelliana, Ancona. Curated by Roberto Rizzente and Andrea Giusti.

2014 Art Fair, Genova.

2014 “Safehouse”, administrative office of Ferdinando Constructions, Giulianova (PE).

 

CANOVA22
MIOTICA

a cura di Rezarta Zaloshnja

Marco Puca

testo critico
Maria Rita Montagnani

direzione artistica
Fiorenza d’Alessandro

fotografie
Sergio Marcelli

comunicazione social
Domenico Giordano

concept e grafica
Francesca Di Giorgio

 

Associazione Culturale CANOVA22
via Antonio Canova 22
Italia / 00139 Roma
www.canova22.com

identità visiva e comunicazione
Lirici Greci
www.liricigreci.it

finito di stampare
nel mese di settembre 2016
Grafiche Esposto, Polverigi (An)

SI RINGRAZIANO

Alberto Antomarini
Greta Duca
Angelo Nunziato
Rocco Renne
Life Hotel, Porto Recanati