Creative cooking

[youtube_sc url=”http://youtu.be/DoH-heILMuc”]

C’è chi ritiene Photoshop uno strumento difficile da utilizzare e utile
solo per il fotoritocco o fotomontaggio, quindi perché non provare
con la rapidità di un paio di click a “phoshoppare” le vostre ricette?

Una macchina fotografica, del cartoncino, burro, farina e tanta creatività:
questi gli ingredienti di Adobe Photoshop Cook, un progetto interessante,
simpatico e ben realizzato.
Con la tecnica della stop-motion, Stefania Rota, giovanissima designer italiana, conosciuta come “Lait Noir” e “Maya Rota Klein”, ci mostra come sarebbe
la preparazione dei biscotti se si potesse usare Photoshop.

Il video  in concorso per Adobe YouGC, il contest riservato a tutti i creativi
che vuole premiare le migliori produzioni ottenute usando i software di Adobe,
è stato vincitore del premio della critica.

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il Bello, il Buono e il Benfatto

Nell’ambito del progetto
“Distretto Culturale Evoluto del piceno. Il Design del Bello, Buono e Benfatto”
la Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino, invita al ciclo di conferenze:
“Pensieri e Visioni sui concetti di Bello, Buono e Benfatto”,
con il patrocinio dell’ADI Delegazione Marche Abruzzo e Molise e dell’Ordine degli Architetti di Ascoli Piceno,
UnicamPartner Scientifico e il Consorzio Universitario PicenoCapofila.

Il 4-5-6 dicembre ad Ascoli Piceno, prende avvio il progetto DCE – D3B
con tre conferenze sui concetti di Bello, Buono e Benfatto.
L’obiettivo è quello di condividere e diffondere stimoli culturali per generare visioni
e nuove idee intorno alle diverse declinazioni di Bello, Buono e Benfatto, attraverso
le relazioni di alcuni protagonisti della cultura contemporanea.
DCE-D3B-Conferenze-A3
I tre appuntamenti consentiranno di produrre una prima mappatura di definizioni,
significati e visioni dei tre concetti declinati da differenti angolature disciplinari e culturali.
Ogni conferenza verrà introdotta dalla professoressa Lucia Pietroni, responsabile scientifico del progetto DCE – D3B per la Scuola di Architettura e Design
“Eduardo Vittoria“ dell’Università di Camerino.
Ogni evento vedrà la partecipazione di illustri relatori, moderati dal professore
Vanni Pasca, teorico e storico del design, che guiderà il dibattito finale di ogni incontro
e faciliterà la messa a sistema dei contenuti e delle visioni emerse nelle tre giornate attraverso alcune riflessioni conclusive di sintesi.

Il 4-5-6 dicembre 2014, Ascoli Piceno, dalle ore 9.00 alle ore 13.00
presso la Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica, in P.zza Arringo.
Progetto realizzato dal Consorzio Universitario Piceno,
con il contributo scientifico della Scuola Architettura e Design “E. Vittoria”,
promosso e sostenuto dalla Regione Marche
e dalla Camera di Commercio di Ascoli Piceno

Prof. Lucia Pietroni
Professore di Disegno Industriale
Scuola di Architettura e Design – Università di Camerino
Viale della Rimembranza 63100 Ascoli Piceno
tel. 0737 – 404243

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Turisti, viaggiate con #destinazionemarche!

Volete visitare le Marche? Desiderate farlo in maniera unica e alternativa?
Ora avete i mezzi giusti per farlo, anzi, il weblog giusto.

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Nasce #destinazionemarche, il primo blog ufficiale della Regione Marche
nell’ambito del Programma annuale 2014 e realizzato dal Marche Social Media Team della Fondazione Marche Cinema Multimedia.
L’obiettivo principale di #destinazionemarche, che è visibile online dal 19 novembre,
è quello di intercettare e coinvolgere gli utenti internauti promuovendo le Marche
da un nuovo punto di vista. Il blog rappresenterà uno strumento utile per la scoperta
e l’approfondimento delle eccellenze e delle particolarità marchigiane: dal turismo balneare agli itinerari naturalistici e dal turismo dei borghi fino a toccare le mete culturali e spirituali. Si svelano così gli aspetti più amati e sconosciuti ai turisti e a quanti vivono
questo territorio quotidianamente.

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Ph Vincenzo Mollaretti

Il weblog, o meglio il “diario sul web”, all’interno del Sistema informativo regionale
si struttura come un luogo virtuale, dove vengono raccontate storie originali che,
come dicono gli addetti ai lavori, faranno assaporare la Regione prima ancora di averla assaggiata. Infatti, il format dell’iniziativa non ha una semplice funzione descrittiva
e informativa, ma al contrario vuole suscitare emozioni e suggestioni
grazie anche a un territorio segnato da una storia millenaria, spesso dai tratti ancora celati. Continua a leggere

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Flowery letters

Le lettere dell’alfabeto vestite con elementi floreali multicolori,
espressione di un visual fresco e divertente per costruire emozionali esperienze visive.
Oggi proponiamo la Z del Arial.

Z

Z/Arial
È stato creato nel 1982 da Robin Nicholas e Patricia Saunders
per la Monotype Typography.
È generalmente risaputo che l’Arial è stato pensato come sostituto del famoso
Linotype Helvetica (ma “costruito” in modo da non essere così simile da causare problemi legali). Benchè possa sembrare pressocché identico al carattere creato
da Miedinger, l’Arial presenta piccole differenze nelle linee e nei tagli che lo discostano notevolmente dall’Helvetica. All’interno della versione 3.0 OpenType di Arial
è presente la seguente descrizione del carattere:
«Con un design moderno, il sans serif Arial contiene più caratteristiche humanist
che molti dei suoi predecessori, il che è in linea con lo stile in voga nelle ultime decadi del ventesimo secolo. Il trattamento generale delle curve è più morbido e più pieno
che nella maggior parte dei caratteri sans serif. Le parti terminali sono tagliate sulla diagonale il che contribuisce a dare al font un’apparenza meno “meccanica”.
Arial è una famiglia di caratteri estremamente versatile che può essere usata ugualmente bene sia nel testo stampato di rapporti, presentazioni, scomparti ecc.
che nel testo a video di giornali, pubblicità e promozioni».
L’esistenza di questo carattere è dovuta principalmente al suo utilizzo nei PC,
all’interno di presentazioni, documenti per la stampa, testi a video, web, etc.
La scelta da parte di Microsoft di inserire l’Arial nei suoi sistemi operativi è stata prettamente di carattere “economico”, in quanto l’Helvetica sarebbe costato decisamente di più. L’Arial fa la sua prima comparsa all’interno dei sistemi operativi Microsoft con il Windows 3.11 nel 1992.

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Come il prezzemolo – Gabriele Via

Come il prezzemolo

Sembra che non ci siano parole
per distinguere se quanto detto
abiti il sogno, o la pagina, o ancora
l’interiorità di un altro mondo.

Cammino per le vie, le strade e i sentieri;
incontro persone; leggo libri; guardo quadri;
ascolto musica per la prima volta;
apprendo mestieri; torno a far visita
a vecchi amici; leggo storie matte
per i fanciulli come solo io so fare;
e vado al cinema, entro nei bar;
scarico il camioncino che ha portato la legna;
spalo la neve in cortile;
divido tempo coi cani;
metto a dimora duemila quattrocento ulivi,
centocinquanta alberi di mango,
tredicimila piante di lavanda;
raggiungo la fontana;
costruisco una chiesa;
coltivo l’orto;
faccio la spesa;
dissodo il fianco del monte;
vendo il mio lavoro;
dimentico carte, bolli e certificati;
studio; talvolta insegno;
faccio molte fotografie;
scrivo versi e ragionamenti
attorno a Dio, l’umano e l’amore;
impasto la farina con le uova;
plasmo l’argilla; mi lavo;
bevo, mangio, dormo,
mi metto in viaggio;
rimango molte ore seduto. Continua a leggere

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Ancona, memoria e passione

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Ancona, ancora. (parte II)

Per Andrea Silicati Ancona, è come la Roma di Enzo Cucchi: un’altra città, non la propria, un’altra visione. Questo scarto evita proprio quel sottofondo di sentimentalismo
che tante volte incrina lo sguardo e lo confonde con il ricordo. Invece, in questo caso abbiamo una ricostruzione fedele quanto immaginaria della città dorica, tutte e due le cose contemporaneamente. Tutti gli scorci sono riconoscibili, ma senza che venga mai meno l’idea di fondo che consiste nel dare non certo una visione sommaria, quanto un’identità soffusa. In fondo la scommessa era propria quella di lavorare su di un tema impervio, rischioso. Cos’è una città se non i suoi monumenti, le sue icone, le sue cartoline?
I suoi abitanti sono diversi e non è necessario rappresentarli?
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Silicati è riuscito nel duplice risultato di andare oltre lo schematismo delle immagini,
e di restituire qualcosa che appunto resta dentro, quell’ identità che dà odore alle città
e che le mescola con l’immaginario di un’idea fissa e ricorrente. In fondo ha adoperato
una tecnica che Walter Benjamin ha descritto a proposito di Parigi, una città è fatta
di metafore, la si può avvicinare con delicatezza solo ricordando altre cose.
Il diverso, l’altro possono rischiare di restare in conoscibili se non vi è l’aiuto delle cose note, della memoria intesa come paradigma su cui misurare la novità.
Si procede dal conosciuto all’ignoto per gradi, a meno che non arrivi una sorta
di rivelazione, che spalanca il sipario della realtà, un satori, una porta che si apre improvvisamente.
Andrea Silicati ha usato come paragone proprio la pittura, cioè la sua memoria, la sua passione, la sua vita. Non poteva fare diversamente in quanto Ancona, ancora una volta ha posto delle condizioni, anche di fuggevolezza come accade spesso con le città
di mare, in cui la luce cambia le forme, il tramonto fa dimenticare l’alba o viceversa.
La pittura atmosferica, ampia, ma anche estremamente precisa e puntuale di Silicati,
ha saputo catturare ciò che è degno di nota, i segni che l’uomo vi ha saputo costruire.
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Da’altra parte l’artista di Jesi ha una sua propria personalità costruita anche sulla messa
a punto di una tecnica che gli ha consentito di uscire dalla tradizione, ma di restare sempre dentro la pittura. Il suo è uno stile visionario in cui l’uso del contagocce
per distribuire cromatismi sulla carta giapponese dà una parvenza di luce soffusa,
di matericità quasi imponderabile a scenari vivibili e vissuti. Le carte montate a strati
sulla tela danno la sensazione di una stratigrafia anche storica, come appunto la città
nel suoi plurimillenari percorsi, ma sono anche specchio di una condensazione,
di un accumulo.
Queste opere non sono uno sguardo solo, ma molti sguardi messi insieme.
La stessa vaghezza tra pittura e disegno tipica dell’artista sottolinea la sfumatura,
la nuance, quel qualcosa che c’è ma non è evidente che spesso una città come Ancona sospesa tra terra e mare suggerisce.
(fine seconda parte)
Valerio Dehò

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Evolution of the Desk

[youtube_sc url=”http://youtu.be/s2jlR7DcdrY”]
L’Evoluzione della Scrivania: 35 anni in 1 minuto
“If a cluttered desk is a sign of a cluttered mind,
of what, then, is an empty desk a sign?”
Albert Einstein

“Evolution of the Desk”, il video prodotto da bestreviews.com e realizzato da
Harvard Innovation Lab, mostra, in pochi secondi, l’impatto che il progresso tecnologico ha avuto nella nostra vita e sul workplace.

“Abbiamo voluto illustrare come la tecnologia ha cambiato il nostro mondo,
liberando le nostre scrivanie e semplificando la nostra vita.“
(Harvard Innovation Lab)

Dal 1981 ad oggi. Da una scrivania piena di strumenti e tante “cianfrusaglie”
alla scomparsa di tutti gli oggetti che si trasformano via via in colorate applicazioni
del computer. Via la stampante, via il telefono, la rubrica e gli archivi.
Niente più enciclopedie che sono solo di “intralcio”, e “inutili” anche le foto ricordo
e le bacheche, sostituite dai social network.
Cosa rimane di tangibile a distanza di 35 anni? Un pc portatile e uno smartphone.
C’è da chiedersi quindi la tecnologia ha reso davvero il nostro mondo un luogo
più produttivo e sociale?

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Dialogo sulla Natività

Natale al Museo Diocesano “Recanatini” di Ancona
natale 2014

Domenica 30 novembre 2014, ore 18.00
, nella Sala degli Arazzi del Museo Diocesano “Mons. Cesare Recanatini” di Ancona, Diego Masala presenta la “Natività”
dipinto esposto per la prima volta al Museo.

Come di consuetudine il Diocesano organizza, in prossimità del Natale,
un’attività che focalizza l’attenzione su questa importante festività cristiana.
Quest’anno, a partire dal 30 novembre fino all’11 gennaio 2015,
sarà possibile ammirare la pregevole tela proveniente da una chiesa diocesana
di Filottrano che ha come soggetto un’intensa Natività.
L’opera sarà quindi in dialogo con il celebre arazzo raffigurante l’Adorazione dei Pastori realizzato su disegno del Rubens, normalmente esposto nell’ultima sala del museo.
particolare.natale.2014
Il 30 novembre alle ore 18.00, inoltre, il Direttore del Museo, don Luca Bottegoni, introdurrà l’importante iniziativa con un intervento dedicato al tema della luce nella Bibbia; intermezzi musicali a cura di Claudia Carletti (soprano) e Lucia Galli (arpa).
A conclusione per i partecipanti ci sarà un brindisi offerto dalla cantina Piantate Lunghe.

Il Museo è aperto e visitabile con guida tutti i sabati e le domeniche
dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00,
info: www.museodiocesanoancona.it.

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Spumarche, comunicazione emozionale per il comparto eno-alimentare

Qualche anno fa, un famoso scrittore e sociologo di nome Alessandro Baricco raccontava che ormai anche nelle frenetiche metropoli americane è possibile gustare una bottiglia di barolo proveniente da vigneti anch’essi a stelle e strisce.
Proprio così, si utilizzano degli artifici che riproducono le condizioni e i metodi
di lavorazione dei territori italiani a un prezzo però molto elevato,
ovvero il vino viene svuotato della sua anima. Si chiama vino hollywoodiano.
Oggi, invece, qualcosa è cambiato e pare che questa tematica stia a cuore a Eva Kottrova, autrice di articoli sull’eno-alimentare e sommelier, e Gabriele Cotichelli, pubblicitario con specializzazione nel prodotto moda, entrambi cultori del “bello”.

Ph Paolo Monina
Ph Paolo Monina


Spumarche 
è una piattaforma integrata di marketing che,
avvalendosi di moderne strategie di comunicazione del brand combinate con un web-log multiculturale dedicato ai piaceri esclusivi, intende fornire visibilità e aprire nuovi canali
di vendita nazionali e internazionali alle aziende del comparto eno-alimentare.
Le figure e le realtà imprenditoriali con le quali interagisce Spumarche sono: buyer, professionisti del settore commerciale della ristorazione e dell’industria ricettiva, ricercatori appassionati di rari prodotti eno-alimentari e cultori del gusto raffinato.
L’innovativo format della comunicazione d’impresa di Spumarche associa qualificati servizi di consulenza professionale a strumenti di marketing dall’approccio proattivo e lo fa con una veste raffinata e con un linguaggio proprio del sistema di senso della moda, operando sia in Italia per incentivare la domanda interna sia nei mercati stranieri
in maggiore espansione e in alcune delle aree economicamente
più spumeggianti del pianeta. Continua a leggere

Flowery letters

Le lettere dell’alfabeto vestite con elementi floreali multicolori,
espressione di un visual fresco e divertente per costruire emozionali esperienze visive.
Oggi proponiamo la Y del Palatino.
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Y/Palatino
Il Palatino è un tipo di carattere con grazie creato da Hermann Zapf nel 1948.
È ammirato da molti per la sua grazia e potenza. È stato adattato praticamente a tutte le tecnologie tipografiche, ed è probabilmente uno dei più usati e copiati tipi di caratteri esistenti. Chiamato così in onore di Giambattista Palatino, un maestro della calligrafia italiano del XVI secolo, il Palatino è basato sui tipi di carattere del Rinascimento italiano, che imitano la scrittura calligrafica. Ma mentre i tipi rinascimentali tendenzialmente usavano lettere più piccole con linee verticali più lunghe (ascendenti e discendenti)
con tratti più fini, Palatino ha proporzioni più ampie, ed è considerato molto più facile
da leggere.

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